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Piove sul bagnato

7 febbraio 2014 Commenti chiusi

E’ passato un bel po’ di tempo dal mio ultimo post. Di cose nel frattempo ne sono successe (buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti…), ma certi meccanismi non cambiano mai.

Parliamo di qualcosa di concreto: ultimamente qui in Veneto (e non solo) è piovuto parecchio, si sono ripetuti allagamenti, alluvioni e frane, i sindaci si sono stracciati le vesti e i governatori con piglio decisionista hanno fatto dichiarazioni pubbliche di impegno e vicinanza al territorio. I media si sono dedicati con attenzione alla crisi, gli aspetti drammativi, emozionali e spettacolifici particolarmente curati – la rivoluzione degli smartphone, del video facile ed istantaneo,  i social network che tutto digeriscono e rigurgitano in rete,  hanno trasformato il popolo dei mangiatori di TV in produttori delle stesse cose di cui poi si nutrono… ma sto divagando. Ora verrà di sicuro il momento della ricerca dei colpevoli, nella consapevolezza che nel giro di qualche settimana arriverà il sole primaverile e ogni cosa sarà dimenticata (salvo i fondi stanziati per il disastro, che tutti regolarmente si contenderanno per riuscire a foderare anche solo un pochino le proprie languide tasche).

C’è una piccola questione di punti di vista però che non mi convince. Partiamo dai fatti.

Fatto nr. 1: piove un sacco.

È stato il gennaio più piovoso di sempre”
Da inizio anno caduta la pioggia di 6 mesi

RECORD ASSOLUTO. Dal 1858 mai tanta pioggia nel primo mese dell’anno, 355 mm quando la media è 76.

06/02/2014

Zoom Foto

Una parte del grafico delle precipitazioni tra gennaio e inizio febbraio 2014 a Vicenza

VICENZA. “E’ stato il gennaio più piovoso di sempre”. Ad affermarlo è l’esperto meteo vicentino, Elvio Cerato, creatore e gestore di una centralina meteo in comune di Arcugnano. Incuriosito dalla eccezionale piovosità del periodo ha effettuato una ricerca neegli Annali Idrologici, pubblicati dall’Ufficio Idrografico del Magistrato alle Acque di Venezia, e nei resoconti delle rilevazioni effettuate presso l’Osservatorio Meteorologico dell’Accademia Olimpica.
“Il dato che emerge – spiega Cerato – è che la quantità di precipitazione dello scorso mese a Vicenza (355,4 mm, equivalenti a ad altrettanti litri per metro quadrato) è la massima registrata nel mese di gennaio da sempre. Considerando l’intero periodo di cui sono disponibili con continuità (salvo l’interruzione aprile 1944-dicembre 1945) i totali mensili di precipitazione a Vicenza, cioè da inizio 1858, sono stati registrati in gennaio totali mensili superiori a 200 mm solo negli anni 1972 (201,2 mm),  1977 (237,3 mm) e 1985 (223,2). Nello stesso arco di tempo (1858-2014) la media mensile di precipitazione del mese di gennaio è di 76,4 mm”.
“Altrettanto notevole è la quantità di pioggia caduta nei primi 5 giorni di febbraio – prosegue Cerato – (159,8 mm) con un cumulo totale di oltre 515 mm da inizio anno, quantità corrispondente a circa il 45% della media della precipitazione annua (1146 mm) del periodo 1858-2014. Anche le osservazioni relative a periodi precedenti a quello citato (1785-1792, 1807-1811 e 1827-1829) confermano il massimo assoluto del gennaio 2014”.

Articolo tratto dal Giornale di Vicenza del 6 febbraio 2014
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/640139__stato_il_gennaio_pi_piovoso_di_sempre_da_inizio_anno_caduta_la_pioggia_di_6_mesi/?refresh_ce

 

Fatto nr. 2: Il clima sta cambiando

Inizia ad essere difficile ormai sostenere che il riscaldamento globale non esiste, a meno che qualcuno non ti paghi per farlo. Le temperature miti di quest’anno sono particolari, ma confermano un trend in atto da vari decenni ormai. Il risultato immediato per noi italiani è che il Mediterraneo si raffredda meno che in passato, e alimenta le perturbazioni atlantiche in ingresso da ovest di nuova energia e umidità. Insomma, piove di più, in un colpo solo.

 

Conclusioni

E’ inutile cercare colpevoli, il problema rimane: il clima è cambiato e bisogna prenderne atto. Anche in futuro farà meno freddo d’inverno, pioverà di più, ci sarà meno neve in montagna e più acqua nei torrenti. Prendiamone atto e facciamo quel che serve fare per limitare i danni: creiamo zone in cui le acque dei fiumi in piena possano espandersi in maniera controllata invece di alzare ancora gli argini. Prediamoci cura dei canali e dei letti dei torrenti. evitiamo di impermeabilizzare altro territorio ancora, anzi, iniziamo a considerare seriamente di aumentare la superficie di tetti a verde pensile, di parcheggi a prato… sicuramente ci sono tantissime altre soluzioni grandi e piccole che tutte assieme possono aiutare. Però facciamolo.

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