Quando muoiono i gatti famosi ne parlano tutti: per Socks, il gatto dei Clinton, morto ieri all’età di 20 anni, si sono scomodati tutti (giusto un esempio per tutti, il Corriere della Sera)! Beh, è ovvio, è una notizia molto nazional-popolare, ed in tempo di crisi si fa di tutto per cambiare argomento. Giusto.
E allora vi porto un’altra notizia di morte felina, che credo sia altrettanto importante: la dignità di ogni felino va difesa. La scorsa settimana è morta Chica, la gatta dei miei, all’età di 21 anni: indebolta da un tumore, è caduta e si è rotta l’osso del collo. Non c’è mica da ridere, è proprio vero e pure me ne dispiace. Ha sopravissuto Piffer, l’altra gatta dei miei, che l’anno scorso, consumata anch’essa da un tumore, ci ha lasciati per il paradiso dei gatti alla stessa veneranda età di 21 anni suonati. E non è poco per una gatta.
Mi pare che ora giustizia sia stata fatta.
Kautonas.
Che parola misteriosa, vero? Non capivo cosa volesse dire, e soprattutto non capivo cosa c’entrasse con le stampanti Kyocera.
Torniamo indietro d’un passo o due, altrimenti qui non si capisce nulla. E’ da parecchi mesi che, ad intervalli regolari, passano alla radio pubblicità più o meno insulse per stampanti e fotocopiatrici a colori Kyocera, ovviamente le più belle ed economiche bla bla bla… nulla di che, se non che verso la fine del messaggio l’annunciatore dalla voce virile e profonda pronuncia la parola misteriosa "kautonas"… mistero sul significato.
Non dando troppo peso alla cosa, ma comunque incuriosito e perplesso, per mesi ho pensato che fosse qualche strana parola finlandese o coreana, che per qualche oscuro motivo che io, profano di stampanti e fotocopiatrici a colori, non potevo capire… finché un giorno non è arrivata improvvisa l’illuminazione: dice qualcosa in inglese!
Già: la misteriosa parola non è altro che l’ennesima applicazione idiota di uno slogan universale in inglese, studiato e registrato come marchio, che una multinazionale che si rispetti deve avere nel suo bagaglio di armamento di marketing. Il presentatore dalla voce virile dice "Count on us". Conta su di noi. Uno slogan di banalità disarmante.
Mi chiedo che efficacia possa avere uno slogan che ben pochi capiscono: ho il sospetto che la risposta sia "nessuna". Ma siccome la direzione Corporate mondiale ha pagato qualche studio pubblicitario per creare la sua identità di brand, è evidente che bisogna usarlo!
Alla faccia del buonsenso…
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha affermato che "non si può governare il Paese senza la decretazione d’urgenza", perché "senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo". [fonte ANSA].
E’ un’affermazione estremamente insidiosa e carica di rischi potenziali. Non è certo perché l’ha detto Berlusconi, sarebbe grave chiunque fosse il Presidente del Consiglio che l’avesse detto. In soldoni quel che vuole dire è che il governo deve essere liberato dai vincoli costituzionali per poter agire come vuole. I decreti d’urgenza lasciano da parte il Parlamento, e qui si individua una grave falla nel ragionamento berlusconiano. E’ vero che il suo partito ha vinto le elezioni che hanno formato l’attuale parlamento, ma è altrettanto vero che il governo è formato da ministri non eletti ma nominati, che non sono necessariamente passati attraverso il voto popolare: in sostanza i decreti legge sono regole dettate da persone non elette.
E’ implicito nella logica delle affermazioni di Berlusconi un concetto di voto popolare che ha il solo compito di legittimare decisioni già prese (vedi le liste elettorali bloccate per cui l’elettore ha la sola facoltà di scegliere il partito da votare, ma non la persona da preferire). Il silenzio dell’opposizione su tutto questo è colpevole tanto quanto il clamore populista del governo… il vero nocciolo del problema è che stiamo scivolando lentamente ma inesorabilmente verso una finzione di democrazia, in cui il potere reale è completamente oligarchico.
A me questo non piace.
Se mai vi trovaste a Casablanca (in Marocco, per i pochi che si domandassero dov’è) è praticamente d’obbligo assaggiare i dolci di pasta di mandorle fatti dalla Patisserie Bennis Habous, un negozio/laboratorio incastonato fra le botteghe dell’antico quartiere di Cité Habou, di fianco al palazzo reale.
E’ la migliore pasticceria di Casablanca – non pensate alle vetrine illuminate delle pasticcerie italiane, entrerete in un locale piastrellato senza bancone e sedie, infatti non ci si ferma a consumare l’acquisto nella bottega: ma i dolcetti sono favolosi, la pasta di mandorle fresca e saporita, la pasta sfoglia croccante e deliziosa. "Corna di gazzella" e "Dita al sesamo" sono solo alcuni dei nomi suggestivi dei dolcetti; all’assaggio si riconoscerà la parentela stretta della pasticceria araba con quella siciliana, e che ottima parentela!
I gentilissimi commessi saranno felici di confezionarvi un pacco da kg di dolcetti da portarvi a casa: dite che dovete prendere l’aereo e ve la imballeranno in maniera un po’ più robusta. Non preoccupatevi della quantità, queste delizie si manterranno fragranti e fresche per una settimana o più.
Patisserie Bennis Habous
2, Rue Fkih El Gabbas (Cité Habous)
Casablanca
Tél 022 30 30 25
www.bennishabous.com
Voto (0-10): 10
Da quando sono entrato nella sfera famigliare di mia moglie – per intenderci una bella azienda agricola di quelle di una volta – ho capito che pollo ruspante non è solo l’etichetta di qualche allevatore che vuol farsi bello. Un pollo veramente ruspante ha i suoi bei 3-4 mesi (non 30 o max. 40 giorni!) e quando lo cucini ci vuole un po’ di più di 10 minuti… facciamo pure anche un paio d’ore se lo fai in umido, di più lesso.
Ma la differenza si sente! La carne soda e saporita ti da’ soddisfazione, e ad un tratto il pollo anemico da supermercato ti pare sappia di cartapesta. Altro che vino bianco, il vero pollo ruspante tiene testa anche ad un bel rosso (non esageriamo, ovvio…), e fatto alla griglia è una prelibatezza da leccarsi i baffi!
Di allevatori ce n’è, la carne costa di più (il doppio almeno), ma per chi sa cogliere la differenza si imbocca la strada del non ritorno culinario: meglio una volta al mese, ma buono.
Voto (0-10) : 10
Ignazio La Russa ha ragione, c’è un terribile problema sicurezza in Italia: però come al solito i politici sono inclini al compromesso e non vanno a fondo delle questioni. L’esercito in solo 100 città italiane? Ma scherziamo? E cosa ne pensa del terrore di uscire la sera nei paesi di montagna, dove stanno tornando orsi e lupi? E le balere della Romagna? Non c’è una profonda e sentita esigenza di controllare anche quelle, di mettere al muro quei disgraziati che ballano fino alle 3 del mattino non osservando il coprifuoco di mezzanotte?
Tutti quelli che conosco sono stati aggrediti, picchiati, rapinati, violentati: per questo è assolutamente necessario l’esercito in ogni paesino. Lo voglio anche nel mio, non sopporto più il baccano dei vicini del piano di sopra, deve intervenire una brigata di parà per farli smettere. E non è più tollerabile che qualcuno porti sempre fuori la spazzatura il giorno sbagliato! Vogliamo l’esercito!
I schei i xe come el luame: se no te i spandi, no i serve a gnente
saggezza popolare veneta

Quest’uomo è l’ITALIANO DELL’ANNO 2008: Riccardo Villari
Essenza dell’italianità, quest’uomo incarna l’arte nazionale del dico-ma-non-l’ho-mai-detto, del compromesso fatto uomo, dell’arte di stare da una parte ma anche dall’altra, di fare incazzare tutti e quindi mettere tutti d’accordo. Un eroe insomma, l’idolo della gente comune che cerca riscatto nel piccolo sotterfugio, nella ricerca del posto fisso, del privilegio dell’illicenziabiltà. Viva Villari!

Artisti per Strada, Schio. Qualche anno fa…
Giornata spettacolare, voto (0-10): 10
Il mio cellulare ha terminato la memoria e non riesce più a ricevere SMS. Sto iniziando a cancellare gli auguri di buon 2007 per fare spazio…. buon proposito per il 2009: devo cercare di limitare l’uso inutile del cellulare.
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