Phylactère Cola: Green Grass
Uno dei tanti video irriverenti, geniali e pazzoidi di Patrikc Boivin, un creatore di video canadese autodidatta e formidabile.
Voto (0-10): 10
Uno dei tanti video irriverenti, geniali e pazzoidi di Patrikc Boivin, un creatore di video canadese autodidatta e formidabile.
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Ho trovato un nuovo gruppo musicale da adorare; i Farmers Market.
Il motivo si riassume nel titolo del loro primo album: SPEED / BALKAN / BOOGIE.
Questo gruppo norvegese con sassofonista bulgaro suona un incredibile mix di jazz, folk bulgaro e chitarroni rock con un gusto eclettico ed un umorismo che non capitava di sentire dai tempi di John Zorn o Frank Zappa! La loro versione trash metal / fisarmonica del pezzo folk bulgaro Gankino Horo è probabilmente la cosa più fuori di testa che abbia sentito negli ultimi anni; ogni pezzo prende direzioni completamente inaspettate con inversioni ad u, contromano da paura, e mai che si abbia l’impressione che il pilota non sappia quel che sta facendo.
Il senso dello humor che pervade tutto ciò che fanno si ritrova nel loro sito web: farmersmarket.net.
Enjoy!
Voto (0-10): 10
Si può essere di sinistra ed essere geneticamente opposti al PDL, ma anche molti elettori di destra iniziano ad essere delusi da quello che è stato smascherato inequivocabilmente come IL PARTITO DELL’ARROGANZA. Arrogante oggi Silvio Berlusconi che dice testualmente “Siamo qui per reagire all’assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma. Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi e’ stata alcuna responsabilita’ ricondiucibile ai nostri dirigenti e funzionari” e poi “E’ stata posta in atto una gazzarra da parte di altre liste, in particolare dai Radicali, con la scusa che fosse in atto una manomissione delle liste. La gazzarra ha costretto i contendenti ad allontanarsi”.
Bugie, ovviamente – talmente evidenti che anche i sostenitori del MegaSilvio si stanno vergognando.
L’arroganza di La Russa, che ha cercato di dare la colpa alla magistratura.
L’arroganza di un partito che ha sbagliato, e non lo ammette.
L’arroganza di tutto un governo che si è fatta una legge per cambiare le regole del gioco a proprio favore. Ed è così incompetente da sbagliare pure quella.
L’arroganza di una parte politica che non riesce a prendersi la responsabilità di un errore, e tenta di scaricare la colpa su tutti.
Un’arroganza cialtrona, disperata, ridicola… ma desolante.
Siamo tutti – la prima persona plurale ad indicare “noi” opinione pubblica – siamo tutti dicevo miopi. E ci dimentichiamo sempre di guardare le cose da più punti di vista: il riscaldamento globale è un tipico argomento su cui siamo tutti quanti schizofrenici.
Il riscaldamento globale è una brutta cosa, vero? CERTO!
Dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 per combatterlo, vero? YES!
Oggi leggo su Ansa che, a causa della crisi e delle nuove misure di risparmio energetico tese a ridurre le emissioni di gas serra, 4 o 5 raffinerie in Italia saranno chiuse o temporaneamente fermate: meno gas = meno consumi, meno consumi = meno bisogno di risorse. Dov’è il problema? 7500 posti di lavoro ora sono a rischio.
Mi aspetto grandi discussioni, addirittura ripensamenti e marcia indietro sulle misure anti-CO2: cosa sono poche tonnellate di gas invisibile in più di fronte a tutte quelle famiglie improvvisamente sul lastrico? La questione non è secondaria: il problema per i nuovi disoccupati esiste veramente, ed è grave. Questo segnale è solo un sintomo di un fenomeno di ben più vasta portata che sta avvenendo sotto i nostri occhi senza che ne ne rendiamo conto: per salvare il futuro dobbiamo rinunciare ad un po’ di presente.
E’ logico se ci si pensa: a forza di mangiare al ristorante a credito, ad un certo punto uno è costretto a ripiegare su pane ed acqua, se vuole smettere di ipotecare i risparmi dei figli. La situazione è veramente questa, ed il problema grosso è che dalle belle parole degli idealisti dell’ambiente si sta passando alla dura realtà delle rinunce.
Anzi, delle inevitabili rinunce.
Per qualche motivo, negli ultimi tempi non mi capita spesso di scoprire musicisti che mi colpiscano: eppure stamattina ascoltavo un po’ distrattamente RadioTre RAI quando dalle casse iniziò ad uscire una musica intrigante e sensuale, buona per il cuore e per la mente. Un pianoforte di carattere, elastiche note di contrabbasso, la voce di un uomo che ha qualcosa da raccontare: l’atmosfera ricorda Paolo Conte, ma senza l’ironia graffiante sottintesa dell’Astigiano, ma piuttosto una stupita malinconia. L’annunciatrice mi dice che si trattava di piove, una canzone di Francesco Camattini.
Francesco Camattini? E chi diavolo è? Da dove arriva questo, è troppo bravo da ignorare, ma dove si è nascosto finora?!? Parma. E’ di Parma, non di Roma, non Milano, non Napoli. Parma, città di provincia, ricca di sapore, ma di musica? Eh si, e bella musica! Il sito www.francescocamattini.it spiega chi è, e permette pure di ascoltare qualche pezzo, uno più bello dell’altro.
Eh si, la musica italiana esiste, ed è bella, molto bella. Ma ben nascosta fra le pieghe delle onde radio.
Voto (0-10): 10
Gesù ai discepoli: “In verità, in verità vi dico: y=5x²-4x+7″.
I discepoli commentano un po’ fra di loro, poi Pietro si avvicina mestamente a Gesù, dicendogli: “Maestro, perdonaci, ma non comprendiamo il tuo insegnamento…” E Gesù, arrabbiato: “Sciocchi, è una parabola!”
Stasera cenetta intima in famiglia… e allora perché non trattarci veramente bene?
E dunque così ci siamo organizzati:
antipasto
…ma perché formalizzarsi?
primo piatto
cappone della Fattoria Gallo arrosto con “pin” e patate di campo cotte in forno nel sugo del cappone, con contorno di lenticchie e cavoletti di Bruxelles
Vino: Saint Romain Chateau de Villers La Faye 2002
Dessert
Zelten di casa
Vino: Camileto Bastianello 2006, Recioto di Gambellara
e muoia in pace il 2009…
Siore e Siori, venghino in Siberia!!!
A Vicenza ci sono -13,5 °C: che soddisfazione la notte più fredda dell’anno. Il freddo polare fa sentire vivi, e felici del riscaldamento in casa: è il momento in cui ci si rende conto che le comodità domestiche hanno un senso.
Ieri ho visto il sangue di Berlusconi, e non mi è piaciuto.
Il Silvio nazionale mi è sommamente antipatico, un po’ per la sua personalità arrogante e infinitamente egocentrica, ma soprattutto per la sua politica di priorità assoluta alla salvaguardia dei propri interessi, anche a costo del bene della nazione. Politicamente è quanto di meno compatibile ci sia con le mie idee di cosa dovrebbe fare un politico per noi: il fatto però che il signor Tartaglia gli abbia rotto la faccia non mi fa felice. Anzi. Appena vista la sua foto ho pensato due cose: che mi dispiaceva sinceramente per lui, e che ora per la sinistra italiana sarà ancora più dura scalzare il so consenso fra gli italiani: si può battere un nemico, ma non si vince mai contro un martire.
Italiano per principianti
Danimarca, 2000
di Lone Scherfig
Un film difficile da inquadrare in un genere: è romantico ma non appiccica, c’è il dramma ma non fa piangere, si ride ma c’è autoironia…
Una “tranche de vie”, uno squarcio nella vita di gente ordinaria della Danimarca di oggi: non un capolavoro, ma molto godibile. Il ritmo è di stile europeo, non c’è la frenesia americana ma piuttosto qualche momento di pausa per riflettere (ma non troppo). Una piccola perla da godersi con gusto.
Voto (0-10): 7
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