CD al microonde
Ci sono cose che non avrei mai pensato di fare… che proprio non mi sarebbero mai venute in mente. E’ probabilmente una mia mancanza di curiosità scientifica, di opacità della fantasia, ma no: non mi ero mai posto la domanda.
Ci sono cose che non avrei mai pensato di fare… che proprio non mi sarebbero mai venute in mente. E’ probabilmente una mia mancanza di curiosità scientifica, di opacità della fantasia, ma no: non mi ero mai posto la domanda.
Se ti vuoi divertire, prendi una cartina in scala piuttosto grande delgli USA: troverai di che divertirti. Chi arrivava alla Terra Promessa pieno di sogni e di progetti si trovò talvolta a fondare nuove città: la nostalgia prendeva spesso il sopravvento, ed ecco sorgere Saint Petersburg, Moscow, Rome, Naplese, Venice, Berlin e così via dicendo… ma qualcuno aveva più fantasia, ed ecco nomi come Flagstaff (palo di bandiera) per esempio.
Talvolta però i nomi sono proprio strani: ho scoperto oggi la città di Ninety Six. Già, proprio “Novantasei”, o per meglio dire “96″!
Controlla pure la cartina se non ci credi…
incredibile.
Oggi sul’Ansa ho letto una notizia che da sola ti riconcilia con la giornata.
Un tizio russo ha pensato bene di appropriarsi di cinque vacche non sue, pagare una mazzetta al conducente, e caricarle sull’autobus.
Solo che i vigili hanno trovato strano che l’autobus portasse quel tipo di passeggeri – ma guarda un po’! – e l’hanno fermato.
E’ stato arrestato per furto di bestiame e corruzione.
Ah si, e anche perché nè lui, nè le vacche erano in possesso del biglietto…
Queste sì che sono notizie che ti riconciliano con il mondo!
Un po’ in ritardo (ma gli amici l’han già visto per SMS il giorno giusto):
Xe za l’ora della sena
del gran giorno de Nadale,
e gavem la pansa piena
quasi quasi la fa male.
Rosti, funghi e polentina,
dolsi, torte e ciocolata:
prima a messa stamatina,
po’ a tola: che giornata!
Femo a tempo, se te disi,
fa’ la stela e so cantori
de mandare ai nostri amisi
tuti i nostri cari auguri!
scritto in piena crisi iperglicemica!
Sabato scorso a Vicenza è successo qualcosa di importante… e, a seguire i telegiornali, non se n’è accorto nessuno.
L’aeroporto Dal Molin è stato ceduto (in uso, in prestito, ditela come diavolo volete) dallo Stato Italiano agli Stati Uniti d’America perchè ci costruiscano una delle maggiori basi militari d’Europa. Poi ha fatto sapere ai cittadini della città che non c’era problema, se non la volevano bastava che lo dicessero… però che non potevano farci nulla, perchè erano decisioni già prese. Ovviamente non con parole così esplicite, ci mancherebbe anche che qualcuno si prenda la responsabiltà politica del fatto!
Metodo a parte (e da dire ce ne sarebbe quanto volete), il fatto è che al Dal Molin dal centro di Vicenza ci si arriva a piedi, una mezz’oretta di passo svelto e ci siamo. Sembra tanto? In auto sono 5 minuti, forse meno se non c’è traffico. Ecco, avete capito.
Dunque: prendete una città di 100.000 abitanti (nè grande, nè piccola), pigliate 5000 militari, e schiaffateli con CamionHummeroniCarrarmatiAutoblindoPolizieMilitariLibereUscite nella città nè grande, nè piccola. Secondo voi cosa ne esce?
Ecco, per questo motivo forse gli abitanti della città nè grande, nè piccola che è Vicenza si sono incapponiti che di militari americani non ne vogliono più. Già , perchè ne hanno già qualche migliaio, e da una quarantina d’anni.
E hanno chiesto per favore, no.
nessuna risposta
E hanno richiesto, ancora gentilmente, di no
la risposta soffia nel vento
Poi saltano fuori i piani operativi, i progetti, gli appalti già assegnati.
I vicentini si sono incazzati.
Non gliene è fregato niente a nessuno.
E allora sabato scorso, il 2 dicembre 2006, i vicentini hanno sfilato in una manifestazione pacifica di protesta.
I telegiornali ne hanno appena, forse, accennato.
Che devono fare i vicentini per farsi sentire, bloccare la stazione e l’autostrada, dare fuoco ai cassonetti, sequestrare il figlio dodicenne del questore?
In attesa di una risposta, gustatevi il servizio fotografico sulla manifestazione fatto da Bedbug: cliccando qui!
Un titolo strampalato attira sempre l’occhio no?
Eppure un nesso logico c’è: per dire hai avuto una fortuna sfacciata
i tedeschi dicono du hast Schwein gehabt!, vale a dire hai avuto maiale;
gli italiani dicono hai avuto culo!, che vuol dire… cosa vuol dire??.
Che avere un maiale fosse una fortuna lo posso capire: del maiale, si sa, non si butta nulla, perciò un bell’animale in porcile garantiva ad una famiglia di passare bene l’inverno.
Ma con il culo (sedere, fondoschiena, deretano, e così via) come la mettiamo? Voglio dire, non vorrei dire una banalità, ma mi pare che ce l’abbiano tutti in dotazione fin dalla nascita, perciò non ci vedo nulla di speciale.
Eppure una piccola ricerca in rete mi ha dato una spiegazione (forse) plausibile di un modo di dire tanto inelegante quanto, a pensarci, strano.
Una notiziola che ho scoperto vagando per il forum lamoneta.it: molti software grafici, fotocopiatrici a colori e scanner hanno una funzione segreta integrata che impedisce la copia di banconote di molte valute diverse, incluso l’euro.
In pratica per esempio Paint Shop Pro 8 o Adobe Photoshop CS non permettono di accettare scansioni di banconote che contengano un codice visuale segreto chiamato EURion Constellation, una serie di anelli disposti a riprodurre la costellazione di Orione. In pratica, come fa giustamente notare il sito apogeonline.com, questo blocco software è facilmente aggirabile: non sembra quindi un gran deterrente alla falsificazione (se non da parte dei più sprovveduti…) di banconote.
Sembrerebbe piuttosto interessante un utilizzo inatteso della funzione: metti che un’azienda si doti solo di scanner e fotocopiatrici anticopia, e che tutti i documenti contengano il codice visivo “EURion”, e sarebbe molto difficile fotocopiare documenti cartacei riservati. Le possibilità diventano poi più inquietanti, paradossali e divertenti… ma invito di nuovo a leggere l’articolo di apogeonline.com!
Per saperne di più:
http://www.sscnet.ucla.edu/geog/gessler/collections/steg-eurion-constellation.htm
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Ed ora, giusto per non rimanere in tema: le banconote che si autodistruggono!
Il tema ha ovviamente allarmato anche i collezionisti di banconote – il loro capostipite fu Paperon de Paperoni – che temono un diffondersi di questo cancro delle banconote. Brrrr!
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La mia carriera professionale è evidentemente giunta ad un nuovo minimo storico, visto che il momento più importante della giornata è ormai da mesi il dopopranzo. Più esattamente dalle 13:15 alle 13:50 è calcetto time!
Calcetto, detto più propriamente in italiano calciobalilla.
Strategie di attacco, posizioni difensive di copertura, rimpalli, gioco di polso, potenza di tiro, studio degli avversari: ormai è tutto quello che m’importa nella vita (perlomeno della vita lavorativa).
Si è formato fra colleghi un gruppo selezionato di patiti manico-ossessivi del calcetto. Per guadagnare tempo il caffé ormai si beve al banco, e non più al tavolo; se appena il piatto di pastasciutta tarda un paio di minuti più del solito iniziamo a sbuffare vistosamente – meno tempo per giocare, porca la suina!
Ma il calcetto è un gioco eminentemente psicologico: l’avversario si smonta moralmente prima che col gioco. Il dileggio, le finte, il commento sarcastico e tagliente sono tutte armi consentite e incoraggiate – vince anche chi fa il commento più bastardo.
Ah, che vita, avere 37 anni di fuori, e 14 anni detro!
I metodi adottati dalle Iene saranno pure scorretti, ma i risultati sono interessanti. Parlamentari drogati? Mah, alla fin dei conti rappresentano uno spaccato della popolazione, quindi la cosa non mi sorprende.
Che coda di paglia che hanno dimostrato i nostri onorevoli: lo sdegno, l’indignazione, ma soprattutto l’irritazione per essere stati colti con le brache calate!
Da semplice cittadino mi sorgono spontanee alcune domande: se mi beccano a guidare un’auto in stato di ebbrezza – bevuto, fumato o impasticcato, per non dire altro – mi fanno una bella multa, e mi sospendono pure per un certo tempo il diritto di guidare ancora. Il motivo è semplice: le sostanze che ho assunto mi mettono in condizione di essere pericoloso per gli altri.
Bene. Stare in Parlamento a legiferare mi sembra un compito piuttosto importante, che, se malfatto, condurrà a leggi inefficaci o, peggio ancora, ingiuste e dannose. Caspita, ma allora è meglio che i parlamentari abbiano la mente lucida quando propongono, discutono o votano una legge!
E allora istituiamo un controllo antidoping per onorevoli: chiunque sia positivo a droghe (includo l’alcool) non può entrare in aula, se recidivo sarà sospeso o addirittura decadrà dall’incarico.
Non credo che nessun parlamentare possa essere contrario ad una proposta del genere: la loro specchiata virtù� sicuramente li pone al di sopra di qualunque sospetto – del resto loro stessi hanno deciso che chiunque usi droghe debba andare in carcere, quindi per coerenza non dovrebbero sollevare alcuna obiezione.
Giusto, no?
Ieri ero a Torino, e mentre guidavo ascoltavo la radio. Giornale Radio regionale RAI, notizie per il Piemonte: giovane marocchino arrestato perchè spacciava sterco di cane passandolo per hashish.
Ho rischiato la sbandata per le risate che mi sono fatto – mi sono chiesto poi con che accusa lo hanno arrestato: la merda di cane mica è illegale!
Passeggiando per la rete ho scoperto però alcune cose interessanti…
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