a volte il web ti da’ risposte che non esistono.
Informazioni che non quadrano… e pure sorprendenti!
Oggi ho scoperto che ROBOBLOGGO è un ristorante a Monte Roberto, Marche… o almeno è quel che mi ha detto il sito www.risposteatutto.com! Un discreto colpo alla credibilità del servizio, secondo me.
Ecco la pagina di ricerca… e dichiara pure che le informazioni vengono dai Servizi Turismo e Attività Ricettiva ed Informatica della Regione Marche. Mah…
Prendo le prime 3 notizie di oggi da vari siti giornalistici italiani e stranieri. Paragonando la scelta delle notizie diventa evidente che non c’è una vocazione particolarmente internazionale dalle nostre parti… ma la cosa più divertente è che il provincialismo non è solo italiano, ma che l’Italia si distingue per la veemenza con cui si discute delle parti più basse (letteralmente) della nostra vita politica!
Provate a leggere con me i titoli…
Prosegui la lettura…

Notare la particolarità del doppio sfintere anale, evidente dalla fiammata ripartita in due getti distinti. Il caso presenta un quadro clinico interessante e molto infrequente.
Quando muoiono i gatti famosi ne parlano tutti: per Socks, il gatto dei Clinton, morto ieri all’età di 20 anni, si sono scomodati tutti (giusto un esempio per tutti, il Corriere della Sera)! Beh, è ovvio, è una notizia molto nazional-popolare, ed in tempo di crisi si fa di tutto per cambiare argomento. Giusto.
E allora vi porto un’altra notizia di morte felina, che credo sia altrettanto importante: la dignità di ogni felino va difesa. La scorsa settimana è morta Chica, la gatta dei miei, all’età di 21 anni: indebolta da un tumore, è caduta e si è rotta l’osso del collo. Non c’è mica da ridere, è proprio vero e pure me ne dispiace. Ha sopravissuto Piffer, l’altra gatta dei miei, che l’anno scorso, consumata anch’essa da un tumore, ci ha lasciati per il paradiso dei gatti alla stessa veneranda età di 21 anni suonati. E non è poco per una gatta.
Mi pare che ora giustizia sia stata fatta.
Kautonas.
Che parola misteriosa, vero? Non capivo cosa volesse dire, e soprattutto non capivo cosa c’entrasse con le stampanti Kyocera.
Torniamo indietro d’un passo o due, altrimenti qui non si capisce nulla. E’ da parecchi mesi che, ad intervalli regolari, passano alla radio pubblicità più o meno insulse per stampanti e fotocopiatrici a colori Kyocera, ovviamente le più belle ed economiche bla bla bla… nulla di che, se non che verso la fine del messaggio l’annunciatore dalla voce virile e profonda pronuncia la parola misteriosa "kautonas"… mistero sul significato.
Non dando troppo peso alla cosa, ma comunque incuriosito e perplesso, per mesi ho pensato che fosse qualche strana parola finlandese o coreana, che per qualche oscuro motivo che io, profano di stampanti e fotocopiatrici a colori, non potevo capire… finché un giorno non è arrivata improvvisa l’illuminazione: dice qualcosa in inglese!
Già: la misteriosa parola non è altro che l’ennesima applicazione idiota di uno slogan universale in inglese, studiato e registrato come marchio, che una multinazionale che si rispetti deve avere nel suo bagaglio di armamento di marketing. Il presentatore dalla voce virile dice "Count on us". Conta su di noi. Uno slogan di banalità disarmante.
Mi chiedo che efficacia possa avere uno slogan che ben pochi capiscono: ho il sospetto che la risposta sia "nessuna". Ma siccome la direzione Corporate mondiale ha pagato qualche studio pubblicitario per creare la sua identità di brand, è evidente che bisogna usarlo!
Alla faccia del buonsenso…
Ignazio La Russa ha ragione, c’è un terribile problema sicurezza in Italia: però come al solito i politici sono inclini al compromesso e non vanno a fondo delle questioni. L’esercito in solo 100 città italiane? Ma scherziamo? E cosa ne pensa del terrore di uscire la sera nei paesi di montagna, dove stanno tornando orsi e lupi? E le balere della Romagna? Non c’è una profonda e sentita esigenza di controllare anche quelle, di mettere al muro quei disgraziati che ballano fino alle 3 del mattino non osservando il coprifuoco di mezzanotte?
Tutti quelli che conosco sono stati aggrediti, picchiati, rapinati, violentati: per questo è assolutamente necessario l’esercito in ogni paesino. Lo voglio anche nel mio, non sopporto più il baccano dei vicini del piano di sopra, deve intervenire una brigata di parà per farli smettere. E non è più tollerabile che qualcuno porti sempre fuori la spazzatura il giorno sbagliato! Vogliamo l’esercito!
I schei i xe come el luame: se no te i spandi, no i serve a gnente
saggezza popolare veneta

Quest’uomo è l’ITALIANO DELL’ANNO 2008: Riccardo Villari
Essenza dell’italianità, quest’uomo incarna l’arte nazionale del dico-ma-non-l’ho-mai-detto, del compromesso fatto uomo, dell’arte di stare da una parte ma anche dall’altra, di fare incazzare tutti e quindi mettere tutti d’accordo. Un eroe insomma, l’idolo della gente comune che cerca riscatto nel piccolo sotterfugio, nella ricerca del posto fisso, del privilegio dell’illicenziabiltà. Viva Villari!
Il mio cellulare ha terminato la memoria e non riesce più a ricevere SMS. Sto iniziando a cancellare gli auguri di buon 2007 per fare spazio…. buon proposito per il 2009: devo cercare di limitare l’uso inutile del cellulare.
Buon Natale a tutti quelli che non hanno Facebook, a quelli che hanno il cellulare senza fotocamera, a quelli che non spendono più di 10 minuti all’anno su youtube. Buon Natale a tutti quelli che hanno perso il lavoro e in questi giorni di festa non trovano nessuno che li badi per un colloquio, buon Natale a quelli che avevano un bimbo ed ora non ce l’hanno più; buon Natale a chi oggi e solo oggi non lavora, ma da sabato ricomincia a sgobbare alle casse dei centri commerciali, a chi non ha il moroso e ormai dispera, buon Natale a chi ha fatto debiti per la casa e ora spera di farcela ancora, a chi aspettava i figli a pranzo per la festa e invece passa un giorno come gli altri.
A tutti gli altri invece, Buon Natale.
Commenti recenti