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Archivio per la categoria ‘…e non mi piace’

google e la memoria

23 novembre 2010 Commenti chiusi

Chiss con quale frequenza Google streetview aggiorna le sue foto… il nostro un mondo in continuo mutamento, e senza volerlo Google ha creato una memoria storica di com’era il nostro mondo in un certo, ben determinato momento.

Questa immagine ci mostra un posto che oggi non pi cos: in una settimana il campo a destra si riempito di capannoni, soffocando definitivamente una valle che si stava gi strozzando. Trissino, Viale Stazione – provincia di Vicenza, profondo Nordest che lavora e non ha tempo per delle stupidaggini come la cultura e la bellezza. S: quel campo era proprio bello, con la vecchia colombara sullo sfondo ed il monte pieno di boschi che lo abbracciava… ma si vede che non c’erano pi capannoni liberi, che questi erano veramente indispensabili, e che non esisteva alcuna alternativa possibile. Ne sono certo.

Trissino (VI), viale Stazione
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Creando martiri

14 dicembre 2009 Commenti chiusi

Ieri ho visto il sangue di Berlusconi, e non mi piaciuto.

Il Silvio nazionale mi sommamente antipatico, un po’ per la sua personalit arrogante e infinitamente egocentrica, ma soprattutto per la sua politica di priorit assoluta alla salvaguardia dei propri interessi, anche a costo del bene della nazione. Politicamente quanto di meno compatibile ci sia con le mie idee di cosa dovrebbe fare un politico per noi: il fatto per che il signor Tartaglia gli abbia rotto la faccia non mi fa felice. Anzi. Appena vista la sua foto ho pensato due cose: che mi dispiaceva sinceramente per lui, e che ora per la sinistra italiana sar ancora pi dura scalzare il so consenso fra gli italiani: si pu battere un nemico, ma non si vince mai contro un martire.

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Cronache di un vecchio sporcaccione

2 giugno 2009 Commenti chiusi

Silvio Berlusconi è un vecchio sporcaccione.

 

Sorpresi? 

 

 

 

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…e non mi piace

8 febbraio 2009 Commenti chiusi

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha affermato che "non si può governare il Paese senza la decretazione d’urgenza", perché "senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo". [fonte ANSA].

E’ un’affermazione estremamente insidiosa e carica di rischi potenziali. Non è certo perché l’ha detto Berlusconi, sarebbe grave chiunque fosse il Presidente del Consiglio che l’avesse detto. In soldoni quel che vuole dire è che il governo deve essere liberato dai vincoli costituzionali per poter agire come vuole. I decreti d’urgenza lasciano da parte il Parlamento, e qui si individua una grave falla nel ragionamento berlusconiano. E’ vero che il suo partito ha vinto le elezioni che hanno formato l’attuale parlamento, ma è altrettanto vero che il governo è formato da ministri non eletti ma nominati, che non sono necessariamente passati attraverso il voto popolare: in sostanza i decreti legge sono regole dettate da persone non elette.

E’ implicito nella logica delle affermazioni di Berlusconi un concetto di voto popolare che ha il solo compito di legittimare decisioni già prese (vedi le liste elettorali bloccate per cui l’elettore ha la sola facoltà di scegliere il partito da votare, ma non la persona da preferire). Il silenzio dell’opposizione su tutto questo è colpevole tanto quanto il clamore populista del governo… il vero nocciolo del problema è che stiamo scivolando lentamente ma inesorabilmente verso una finzione di democrazia, in cui il potere reale è completamente oligarchico.

A me questo non piace.

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Lo faccio solo per il tuo bene!

2 dicembre 2008 Commenti chiusi

 Il Mons. Celestino Migliore ha espresso la posizione del Vaticano sulla proposta avanzata all’ONU dall’Unione Europea per la depenalizzazione dell’omosessualità:

"Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni"

Queste affermazioni sono l’ennesimo virtuosismo verbale che serve per mantenere lo status quo: non capisco come si possa affermare che la sanzione penale (per intenderci multe, carcere o peggio) dell’omosessualità non vada eliminata perché altrimenti si crea discriminazione.

Questa chiesa cattolica non può essere la voce dello stesso Dio che predicava l’amore reciproco e la fratellanza: mi sembra piuttosto quella che ammazzava gli eretici per salvarli dall’inferno.

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No Dal Molin – il referendum soffocato

5 ottobre 2008 Commenti chiusi

Pubblico una circolare elettronica che sta circolando a Vicenza:

Cari vicentini, oltre a tutto ciò che vi è stato detto, sapevate che…

 

1. Per legge negli Stati Uniti non si possono costruire basi militari vicino ai centri abitati?


2. Il 41% delle spese di stazionamento dei militari USA è a carico dello Stato Italiano? … E che gli italiani hanno pagato, nell’anno 2004, 27.500 euro per ogni militare statunitense operante in italia? …e che per i militari USA del Dal Molin la spesa annua per lo stato italiano sarà un ulteriore esborso pari a circa 44 milioni di euro?


3. In caso di allarme le forze di polizia e dell’arma dei carabinieri italiani hanno l’obbligo di fornire protezione alla caserma americana (e non viceversa)? …e finché saranno impegnati a proteggere loro… chi proteggerà noi vicentini?


4. Ad Aviano le case, un tempo abitate dai militari usa, sono da 10 anni sfitte perché con la ristrutturazione della base hanno costruito i proprio alloggi all’interno della caserma?


5. I costi relativi all’energia elettrica saranno pari a 9 milioni di euro, divisi in 8.370.000 a carico di AIM (cioè dei vicentini) e 630.000 a carico degli USA?


6. Le caserme statunitensi sono considerate ad alto rischio di attacco chimico e per questo motivo sono provviste di stanze di decontaminazione? Ma in caso di attacco chimico… i vicentini, sprovvisti di stanze di decontaminazione… cosa faranno?


7. Le basi statunitensi sorgono su terreni di proprietà dello stato italiano e gli americani godono di particolari vantaggi, quali l’esenzione del pagamento dell’ici, dell’iva, delle tasse su servizi e forniture, delle accise, della facilità di utilizzo di determinate frequenze?


8. Per la Ederle 2 gli USA hanno chiesto la disponibilità per un consumo di acqua pari a quello di ¼ della popolazione di Vicenza? E che i pozzi che aim deve costruire loro costeranno 35.000 euro a carico di noi vicentini? E che poi potranno estrarre direttamente la nostra acqua togliendo risorse a Vicenza, Padova e Rovigo?


E dopo avere risposto a tutte queste domande rispondete a quest’ultima:

 

Sapevate che il 5 ottobre per la prima volta da quando si parla della nuova caserma americana viene chiesto a tutti voi cosa ne pensate? E che potete utilizzare lo strumento democratico della consultazione popolare per dire la vostra?

 

PER LA TUA CITTA’, CONTRO LA BASE VOTA

SI

 

 

Beh, magari un po’ d’accordo con i vicentini si può anche essere, no?

Cari vicentini, oltre a tutto ciò che vi è stato detto, sapevate che…

 

1. Per legge negli Stati Uniti non si possono costruire basi militari vicino ai centri abitati?


2. Il 41% delle spese di stazionamento dei militari USA è a carico dello Stato Italiano? … E che gli italiani hanno pagato, nell’anno 2004, 27.500 euro per ogni militare statunitense operante in italia? …e che per i militari USA del Dal Molin la spesa annua per lo stato italiano sarà un ulteriore esborso pari a circa 44 milioni di euro?


3. In caso di allarme le forze di polizia e dell’arma dei carabinieri italiani hanno l’obbligo di fornire protezione alla caserma americana (e non viceversa)? …e finché saranno impegnati a proteggere loro… chi proteggerà noi vicentini?


4. Ad Aviano le case, un tempo abitate dai militari usa, sono da 10 anni sfitte perché con la ristrutturazione della base hanno costruito i proprio alloggi all’interno della caserma?


5. I costi relativi all’energia elettrica saranno pari a 9 milioni di euro, divisi in 8.370.000 a carico di AIM (cioè dei vicentini) e 630.000 a carico degli USA?


6. Le caserme statunitensi sono considerate ad alto rischio di attacco chimico e per questo motivo sono provviste di stanze di decontaminazione? Ma in caso di attacco chimico… i vicentini, sprovvisti di stanze di decontaminazione… cosa faranno?


7. Le basi statunitensi sorgono su terreni di proprietà dello stato italiano e gli americani godono di particolari vantaggi, quali l’esenzione del pagamento dell’ici, dell’iva, delle tasse su servizi e forniture, delle accise, della facilità di utilizzo di determinate frequenze?


8. Per la Ederle 2 gli USA hanno chiesto la disponibilità per un consumo di acqua pari a quello di ¼ della popolazione di Vicenza? E che i pozzi che aim deve costruire loro costeranno 35.000 euro a carico di noi vicentini? E che poi potranno estrarre direttamente la nostra acqua togliendo risorse a Vicenza, Padova e Rovigo?


E dopo avere risposto a tutte queste domande rispondete a quest’ultima:

 

Sapevate che il 5 ottobre per la prima volta da quando si parla della nuova caserma americana viene chiesto a tutti voi cosa ne pensate? E che potete utilizzare lo strumento democratico della consultazione popolare per dire la vostra?

 

PER LA TUA CITTA’, CONTRO LA BASE VOTA

SI

 

Magari dopo aver letto queste righe si capisce un po’ meglio perché oggi i vicentini volevano votare no alla nuova base americana…

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Olimpiadi e bullismo

20 aprile 2008 Commenti chiusi

Le relazioni fra stati sono regolate dall’anarchia. Questa affermazione non è arbitraria ma tratta da un testo universitario di politica internazionale: essa parte dalla constatazione che nella relazione fra stati non esiste un ente superiore che imponga regole di comportamento (l’ONU è una barzelletta a questo riguardo). In altre parole vige la legge del più forte.

Oggi alla radio ho sentito che il Nepal proibisce assolutamente qualunque manifestazione di solidarietà con i tibetani in collegamento con il passaggio della fiaccola olimpica. 

E’ un lampante esempio di piccolo stato che ha paura della reazione di uno stato grande e potente come è la Cina: non vedo grandi differenze con il comportamento di ragazzini e bulli nel cortile di una scuola.

Queste olimpiadi del bullismo stanno assumendo un’aura molto sgradevole. Il grande evento mediatico ed autocelebrativo immaginato dai governanti cinesi si sta tramutando in una prova di forza nei confronti del mondo. Un po’ come le olimpiadi di Berlino in tempi nazisti: pura propaganda, alla faccia degli atleti e del messaggio di pace delle olimpiadi. Non credo che la Cina ci stia guadagnando… 

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Io questi non li voto

11 marzo 2008 3 commenti

Prendo spunto da un articolo di Stefano Folli sul Sole 24 Ore intitolato molto appropriatamente "Mai liste così modeste. Unico criterio: la fedeltà al capo": invito a leggerlo.

La legge elettorale vigente ha fra i suoi difetti uno di imperdonabile: le liste bloccate. Significa che l’elettore vota un simbolo di partito ma non esprime una preferenza fra i nomi presenti nella lista: vale a dire che vengono eletti i candidati nell’ordine in cui sono stati scelti e presentati dai partiti, perciò chi è primo nella lista è praticamente sicuro di andare in Parlamento, chi è ultimo sa già di avere ben poche speranze, anche se votassero tutta la sua famiglia fino al nono grado di parentela.

Questo mi pare un difetto non da poco per delle elezioni democratiche: dei capi di partito non eletti da noi hanno deciso chi sicuramente andrà in Parlamento. La nostra unica scelta è fra una lista e l’altra, al resto hanno già pensato loro.

Beh, se è così non vale nemmeno la pena di votare, tanto hanno già deciso tutto: perciò ho deciso che io questi non li voto. Alle prossime elezioni non mi presenterò a votare, ed invito tutti a fare altrettanto. E’ praticamente l’unica scelta che ci hanno lasciato.

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Il Paese dei cachi d’oro

5 febbraio 2008 Commenti chiusi

In una sorta di dissociazione mentale praticamente schizofrenica il centrodestra si proclama liberista, e allo stesso tempo insiste nella pesante interferenza negli affari di Alitalia.

Qualcuno mi deve spiegare come si possa sostenere che il bene del Paese sia di rimandare oltre la vendita di un rottame d’azienda che da anni ci costa più che se fosse nostro figlio – letteralmente, visto che paghiamo le tasse per coprire le perdite immense e le poltrone inossidabili dei raccomandati, figli di, politici trombati e saltimbanchi vari che gonfiano gli organici di Alitalia. Mi spiace, non credo per nulla alla storia della difesa dell’italianità di Alitalia: io sono convinto che la verità sia un’altra. Che una volta che alitalia fosse di proprietà francese, i politici italiani (di destra e di sinistra) non potranno più piazzare amici e famigliari in comodi posti da dirigente-fantasma, che i sindacati non potranno più manovrare il governo prendendolo per la gola con gli scioperi, che il bacino di voti dei dipendenti non potrà più essere comprato con promesse e concessioni incredibili.

E’ altrettanto incredibile che ci si ostini a combattere per mantere il secondo hub di Malpensa: fate attenzione, la decisione di Alitalia di tenere il solo hub di Roma Fiumicino è presentato al pubblico come la decisione di chiudere l’aeroporto di Milano. Questo è falso! Malpensa NON sarà chiuso, ci saranno ancora voli, e soprattutto ci sono responsabilità importanti per il fallimento di Malpensa di assumere una grande importanza che non sono di Alitalia ma della classe politica di Milano, e della Lombardia. Con buona pace di Formigoni e della Lega. Un decennio dopo l’apertura dell’aeroporto non c’è ancora maniera di arrivarci senza fare code allucinanti a Milano. Non è possibile arrivarci in treno senza trasferimenti in metropolitana all’interno di Milano, con perdite di tempo e di anni di vita per ansia e nervoso. E’ come se aprissero un centro commerciale megagalattico e si dimenticassero di costruire strade di accesso, lasciando il solo ponticello a senso unico alternato che c’era sempre stato: è ovvio che quel centro commerciale non avrà mai successo.

Però, e chiudo con una nota amara, la nostra classe politica non ha come priorità la soddisfazione degli interessi dell’Italia o degli italiani, ma la soddisfazione delle proprie esigenze: una carica, uno stipendio in più, un’auto blu in più, un appalto da assegnare ai propri amici in più. 

La terra dei cachi d’oro. 

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Era ora

16 gennaio 2008 1 commento

L'hanno preso finalmente

L’hanno beccato finalmente? Non ci conterei… però intanto la soddisfazione è grande.

Tentata concussione, favoreggiamento alla concussione… non male per il ministro responsabile per la Giustizia in Italia. Si è dimesso? E lo lascino andare. Sono politicamente scorretto: ma godo! Uno degli uomini politici più viscidi che abbiamo, è peggio di un eritema a vederlo ministro. 

Il suo nome è Clemente Mastella. 

Oooh, era tanto tempo che volevo scrivere queste cose!

 

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