Il referendum sulla procreazione assistita si sta rivelando un’enorme perdita di tempo. Eppure un risultato, indirettamente, lo sta mostrando.
Il referendum è lo strumento di democrazia diretta per definizione: si chiede al popolo di esprimersi con un “si” o un “no” a proposito di una legge, o di una parte di essa. Normalmente le posizioni sono “sono d’accordo” o “non sono d’accordo“, e chi si astiene dal votare implicitamente dice “non m’interessa, fate voi“.
Ecco, se tutto va come ormai sembra ineluttabilmente destinato ad andare, gli italiani in massa hanno detto “fate voi“.
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Ieri sera ho trovato una lettera della RAI che, con tono fermo mi avverte che
…Nel caso in cui Lei non ci fornisca indicazioni, che ci consentono di regolarizzare la Sua posizione, l’Amministrazione Finanziaria procederà ai necessari controlli.
L’accertamento a Suo carico può in ogni modo essere evitato qualora Lei provveda a versare l’importo di Euro 152,44 dovuto per il periodo luglio 2004 – dicembre 2005, utilizzando il bollettino di conto corrente allegato…
Mi sto quasi quasi stufando di ripetere che io la TV non ce l’ho.
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L’altro giorno ho ricevuto un messaggio dall’aspetto strano da Banca Intesa. O almeno, sembrava che arrivasse da Banca Intesa.
Era il classico spam, il messaggio e-mail che arriva da qualcuno che non è chi dice di essere, che ti propone di far qualcosa che non si capisce bene. Questo però era più criminale, visto che sapeva molto, moltissimo di tentata truffa!
Vi riporto il testo integrale del messaggio che ho ricevuto.
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Il giornalismo di guerra è un nobile mestiere, praticato da eroi che, mettendo a rischio la loro stessa vita, si sforzano di mostrare al mondo il vero volto del conflitto, la sua cruda verità.
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Capita che per una settimana non riesca a trovare il tempo di scrivere, di essere via di casa, di aver troppo da fare per pensare a robobloggo.
Poi arriva un momento illuminante, e un pretesto per dare aria alle mie idee arriva dal mondo. A febbraio l’Italia ritira le truppe dall’Iraq, titolava mercoledi il Corriere della Sera. Benissimo, visto che intanto il conta-morti civili che ho qui di lato sulla homepage ha superato le 20.000 vittime civili. Un bel risultato, niente male davvero. Complimenti per la missione di pace.
Invece la notizia del giorno è sono colpevole di fare troppe ferie: eh già, se c’è la recessione è colpa mia!
Comunque la VERA notizia bomba è un’altra. Quella che farà incazzare neri milioni di italiani. Per vedere le partite dei mondiali di calcio bisognerà abbonarsi a Sky! Porca zozza, alla RAI trasmetteranno solo le partite dell’Italia, le altre se le è accaparrate la TV satellitare, gli venga un colpo al cornutaccio di Murdoch!
Io di calcio mi appassiono solo ogni 4 anni, faccio l’album delle figurine, spendo ore a parlare di partite e strategie con colleghi ed amici, divento insopportabile per la mia donna. Chemmenefrega della recessione, cosa saranno mai ventimila morti per la guerra petrolifera? Io voglio vedere le partite del Brasile, dell’Argentina e della Germania!
Qui si rischia la rivoluzione.
L’altra sera stavo tranquillamente stirandomi una camicia (me ne restano solo altre 26, credo di essere a buon punto), quando è squillato il telefono.
“Pronto”
“Salve, sono Paola” ha declamato una voce iperentusiasta “ti chiamo per dirti dell’apertura del nuovo negozio Xxxxx San Martino Buonalberg…”
A questo punto mi sono reso conto di ascoltare un messaggio pre-registrato, e ho buttato giù la cornetta del telefono.
Poi mi sono messo a pensare a come avevano fatto…
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Eh si, robobloggo.com chiude.
Questo blog era un progetto sperimentale, e mi è servito a verificare di persona come funzionano i meccanismi di diffusione delle notizie in rete.
E’ con grande tristezza che do l’annuncio, ma allo stesso tempo molta soddisfazione per quel che finora sono riuscito a fare e imparare: robobloggo.com chiuderà il 30 aprile 2005.
Non è ancora giunto il momento dei saluti finali, ma inizio fin da ora a ringraziare tutti coloro che, per i più diversi motivi, hanno seguito le frivolità varie che ho messo online.
Comunque c’è dell’altro che bolle in pentola… rimanete sintonizzati sulla rete, che in qualche altra veste mi rivedrete… chissà…
Rob
Due righe in ricordo di Peter Benenson, il fondatore di Amnesty International.
E’ morto ieri all’età di 83 anni. Bel lavoro Pete! E grazie di tutto. Ora tocca a noi proseguire.
Oggi entra in vigore il protocollo di Kyoto, e ci sono alcune considerazioni interessanti da fare, alcune sorprendenti per i meno addentro ai lavori…
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Lo sport è malato di TV. E’ una brutta malattia, ma proprio brutta brutta, eh!
Se non c’è la televisione non si riesce a sciare: eh già , per sciare ci vogliono (in ordine di importanza):
- riprese in diretta TV
- gli sci
- la neve
Oggi doveva esserci lo slalom maschile ai campionati del mondo di Bormio: lo sciopero degli operatori RAI costringe ad annullare la gara (fonte ANSA).
Vi rendete conto? Non è stato perchè non c’era neve, nè perchè pioveva. Nè ci sono stati (per fortuna) attentati o terremoti: è stata la mancanza della forza trainante di immagini sponsorizzate che ha spezzato le reni allo sci mondiale.
Che triste.
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