
Se dici Ungheria, pensi Budapest.
Bene, quest’anno le vacanze le abbiamo fatte al lago – il lago Balaton però! Non è la destinazione turistica a cui noi italiani pensiamo più spontaneamente, difatti devo ringraziare gli Idraulici del Suono ed il Festival Utcazene di Veszprém se abbiamo scelto quest’angolo di Ungheria per le ferie.
Non siamo rimasti delusi: il lago riserva dei panorami assolutamente incantevoli, pur essendo l’Adriatico degli unghersi (e degli austriaci, degli slovacchi e pure di molti romeni): molto verde, fondali sabbiosi e puliti, castelli medievali e cittadine barocche, per non parlare del gulash e del fantastico pesce fritto (parlo di pesci da qualche etto, soprattutto il fogas, il dentice del Balaton).
Il caldo si è fatto sentire anche lì (36°C sabato 17 luglio), ma un po’ d’ombra ed un bagno nel lago hanno reso il caldo sopportabile. Che dire, se non consigliare un viaggetto in zona a chiunque voglia cambiare aria?
Questo ragazzo prodigioso si chiama Jyothi Raj, indiano… sarà che sono appena tornato dall’India e che molto poco in questo Paese sembra impossibile, ma le sue prodezze non mi sorpendono affatto – così come i rischi che si prende. Il buddismo ha un grosso vantaggio sulle religioni del Libro: ti da una ragionevole certezza di reincarnarti dopo la morte, quindi qualche rischio si può anche prendere!

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Mi sa che qualcuno in casa non sarà d’accordo, ma qui ho la prova definitiva che non ho viaggiato molto ancora, mi manca ancora l’84,5% dei Paesi del mondo da vedere!

Cose orribili, turpi ed inenarrabili sono avvenute dietro a queste porte…

VOLEVANO ESSERE I PRIMI DEL LORO PAESE(*)
AOSTA – L’obiettivo era di essere i primi scalatori del K2 del proprio paese. Gerard McDonnell, Rolf Bae e Dren Madic sono partiti alla volta del Karakorum, circa un mese fa, proprio con quest’intento e ora di loro non si hanno più notizie. Dipendente di un azienda petrolifera, originario di Kilcornan e residente in Alaska, il trentaquattrenne McDonnell ambiva a essere il primo a sventolare la bandiera irlandese sulla seconda cima della Terra. E, secondo quanto appreso al campo base, probabilmente è riuscito a raggiungere la vetta. Ma da lassù non ha più dato notizie di sé. Ha lasciato il suo telefono satellitare a uno sherpa e non è stato possibile localizzarlo. La scalatore irlandese in carriera ha scalato Everest, Broad Peak, McKinley, Denali. Rolf Bae, già protagonista di avventure in Antartide, invece avrebbe voluto essere il primo norvegese a pestare la neve degli 8.611 metri della vetta. E voleva farlo con la moglie Cecilie Skog. Lei è riuscita a scendere al campo base, lui probabilmente è morto in una caduta nella zona del ‘collo di bottiglia’. Solo poche settimane fa aveva scalato le Trango Tower, sempre in Karakorum, dopo essere rimasto bloccato per 27 giorni in parete dal maltempo. La coniuge è l’unica donna al mondo ad aver scalato le ‘Seven summits’, ovvero le montagne più alte di ciascun continente e ad aver anche raggiunto a piedi il polo Sud e il polo Nord. Per entrambi era il secondo tentativo sul K2. Il serbo Dren Madic, infine, è morto già durante la salita finale verso la vetta, precipitando poco sopra il ‘collo di bottiglia’. Aveva 31 anni ed aveva già compiuto spedizioni al monte Ararat, al monte Elbrus e al Broad Peak. Se la sua scalata avesse avuto esito positivo, sarebbe stato il primo serbo a raggiungere la cima del K2. Tra i dispersi anche il francese Hugues d’Aubarede, 61 anni: lavora nel campo delle assicurazioni e vive tra Lione e Chamonix. Ha due figli. Per lui il K2 è diventato quasi un’ossessione, dopo aver tentato la scalata nel 2006 e nel 2007. In passato ha conquistato l’Everest, il Nanga Parbat e il Gasherbrum II. Attualmente risulta disperso a circa 8.000 metri di quota insieme con il suo portatore pachistano Karim.
(*) Testo copiato da www.ansa.it
Rolf era mio cugino, era tanto tempo che non lo vedevo, ma l’emozione è grande.
E’ morto facendo quel che di più gli piaceva: forse la fine migliore per chiunque.

C’è un’isola lontana dove in Parlamento siedono 166 parlamentari, che sono eletti nella loro circoscrizione e che devono essere in ufficio ad accogliere i loro elettori il lunedi ed il venerdi. Il loro numero di cellulare è pubblico, e chiunque li può chiamare e incontrarli. Basta che non sia il martedi, il mercoledi o il giovedi perché quelli sono i giorni in cui devono essere presenti in Parlamento.
In questa stessa isola lontana quando ti nasce un figlio il governo ti da un bonus di 1500 euro, e poi 400 euro al mese per il primo anno; se però si tratta del secondo figlio, ti danno invece 600 euro al mese.
Indovina l’indovinello, esiste veramente quest’isola lontana?
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Quest’immagine mi è stata concessa da Matt al rientro dal suo recente viaggio a Ljiubjiana, capitale della Slovenia ormai eurizzata e shengenizzata.
Beh, a proposito di cartelli che si fanno capire, questo non scherza!
23/07/2005 Tideswell ed il Peak District
Dopo Lincoln ci siamo spostati verso Il Peak District, il più famoso parco nazionale inglese, ed il secondo parco naturale più visitato al mondo. Terra di colline dolci e valli incise da ruscelli e torrenti, case di pietra grigia e brughiere d’erica in fiore, è una delle mete preferite dagli inglesi che vogliono spendere le loro vacanze scarpinando su e giù per sentieri probabilmente fangosi, con una possibilità su due di prendersi la pioggia. Meraviglioso! abbiamo pensato, e ci siamo andati. La nostra delusione è stata forte, è piovuto solo quando eravamo in auto o seduti da qualche parte al coperto…
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Intanto rettifico l’itinerario del viaggio; è quello in giallo, non quello in rosso! Sorry…
Quattro ore e mezza di strada per andare in un posto di cui non si sa assolutamente nulla, se non che è lontano da ogni altro luogo che già si conosce: era una cosa abbastanza insensata da fare perchè lo facessimo noi. E così dal sud-ovest ci siamo spostati al nord-est dell’Inghilterra, seguendo le stradine più strette delle Midlands per arrivarci.
Lincoln è una bella sorpresa per chi ci arriva. In mezzo alla piatta pianura che si estende dai dintorni di Nottingham al mare si erge una cresta rocciosa su cui stanno piantate la città vecchia e sicuramente una delle più belle cattedrali che mi sia mai capitato di vedere. Ma, visto che era sera, siamo andati in albergo. L’Old Bakery è un ristorante di classe con sopra tre camere in alloggio come B&B. Lo chef è un italiano di quelli che si incontra in giro per I’ll mondo: ha sposato un’inglese, ma resta più profondamente italiano di qhiunque io conosca, incarnando lo stereotipo che il mondo ha di noi (o quasi): scuro di capelli, parla a voce alta ed il suo accento si trova fra Roma e Siracusa, qualunque sia la lingua che sta prarlando; espansivo, cordiale, e, appunto, fa il cuoco.
Il ristorante è sicuramente ottimo, ma piuttosto caro: difficilmente si sccende sotto alle £ 50,- (ca. € 75) a persona, perciò abbiamo lasciato la camera, nuova e pulitissima, per cercare da mangiare senza svenarci… e abbiamo trovato The Crust. Il ristorante si trova sulla High Street, l’equivalente inglese del Corso principale della città. Abbiamo mangiato benissimo in un locale accogliente, al prezzo di una decina di sterline a testa, un paio di birre a testa incluse. E Il cameriere, professionalissimo e simpatico, è pure batterista in un gruppo punk ed uno heavy metal in città. Ci ritornerei in qualsiasi momento (se non fosse per Il biglietto aereo)!
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La clessidra inglese, ovvero il viaggio meno logico che si potesse organizzare
Attrezzatissimi per la Cornovaglia, Zumba ed io ci siamo equipaggiati per una vacanza a base di camminate lungo la costa, con tappa ogni sera in un bed & breakfast (d’ora in poi B&B) diverso ogni sera. Di conseguenza non siamo andati in Cornovaglia. Abbiamo noleggiato un’auto. Abbiamo girato mezza Inghilterra. I voli erano già prenotati prima di cambiare idea. Ne è uscito un giro strampalato a forma di clessidra di cui, se volete, leggerete nelle prossime puntate.
Fra qualche giorno dovrebbero apparire magicamente online anche le foto…
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