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Provinicia, provincia, provincia…
Prendo le prime 3 notizie di oggi da vari siti giornalistici italiani e stranieri. Paragonando la scelta delle notizie diventa evidente che non c’è una vocazione particolarmente internazionale dalle nostre parti… ma la cosa più divertente è che il provincialismo non è solo italiano, ma che l’Italia si distingue per la veemenza con cui si discute delle parti più basse (letteralmente) della nostra vita politica!
Provate a leggere con me i titoli…
La tecnologia ed il disturbo della quiete pubblica
Poco fa ha suonato il telefono appena risposto ho capito dal tono della voce dall’altra parte che si trattava di un messaggio registrato:
"Chiedo scusa per il disturbo, sono Pierferdinando Casini, e <click>"
Il click l’ho creato io riattaccando senza dire una parola. La tecnologia permette oggi ad un computer di fare migliaia, se non milioni, di telefonate completamente automatiche: un’opportunità molto interessante, se non fosse che il chiamato magari non gradisce il disturbo, e non ha nemmeno la possibilità di far giungere a destinazione la protesta (o l’insulto) che gli sorge spontaneo, se non boicottando il prodotto pubblicizzato. Ed è questo quello che farò io: alle elezioni europee del prossimo fine settimana NON voterò Pierferdinando Casini. Così impare a disturbare la gente a casa di domenica pomeriggio.
Voto (0-10): per la tecnologia 8
Voto (0-10): per l’efficacia dello strumento pubblicitario: 3
Problemi di digestione?

Notare la particolarità del doppio sfintere anale, evidente dalla fiammata ripartita in due getti distinti. Il caso presenta un quadro clinico interessante e molto infrequente.
Gli Idraulici del Suono a Cervignano del Friuli
Morti di gatti di una certa età…
Quando muoiono i gatti famosi ne parlano tutti: per Socks, il gatto dei Clinton, morto ieri all’età di 20 anni, si sono scomodati tutti (giusto un esempio per tutti, il Corriere della Sera)! Beh, è ovvio, è una notizia molto nazional-popolare, ed in tempo di crisi si fa di tutto per cambiare argomento. Giusto.
E allora vi porto un’altra notizia di morte felina, che credo sia altrettanto importante: la dignità di ogni felino va difesa. La scorsa settimana è morta Chica, la gatta dei miei, all’età di 21 anni: indebolta da un tumore, è caduta e si è rotta l’osso del collo. Non c’è mica da ridere, è proprio vero e pure me ne dispiace. Ha sopravissuto Piffer, l’altra gatta dei miei, che l’anno scorso, consumata anch’essa da un tumore, ci ha lasciati per il paradiso dei gatti alla stessa veneranda età di 21 anni suonati. E non è poco per una gatta.
Mi pare che ora giustizia sia stata fatta.
Kautonas… o magari no?
Kautonas.
Che parola misteriosa, vero? Non capivo cosa volesse dire, e soprattutto non capivo cosa c’entrasse con le stampanti Kyocera.
Torniamo indietro d’un passo o due, altrimenti qui non si capisce nulla. E’ da parecchi mesi che, ad intervalli regolari, passano alla radio pubblicità più o meno insulse per stampanti e fotocopiatrici a colori Kyocera, ovviamente le più belle ed economiche bla bla bla… nulla di che, se non che verso la fine del messaggio l’annunciatore dalla voce virile e profonda pronuncia la parola misteriosa "kautonas"… mistero sul significato.
Non dando troppo peso alla cosa, ma comunque incuriosito e perplesso, per mesi ho pensato che fosse qualche strana parola finlandese o coreana, che per qualche oscuro motivo che io, profano di stampanti e fotocopiatrici a colori, non potevo capire… finché un giorno non è arrivata improvvisa l’illuminazione: dice qualcosa in inglese!
Già: la misteriosa parola non è altro che l’ennesima applicazione idiota di uno slogan universale in inglese, studiato e registrato come marchio, che una multinazionale che si rispetti deve avere nel suo bagaglio di armamento di marketing. Il presentatore dalla voce virile dice "Count on us". Conta su di noi. Uno slogan di banalità disarmante.
Mi chiedo che efficacia possa avere uno slogan che ben pochi capiscono: ho il sospetto che la risposta sia "nessuna". Ma siccome la direzione Corporate mondiale ha pagato qualche studio pubblicitario per creare la sua identità di brand, è evidente che bisogna usarlo!
Alla faccia del buonsenso…
…e non mi piace
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha affermato che "non si può governare il Paese senza la decretazione d’urgenza", perché "senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo". [fonte ANSA].
E’ un’affermazione estremamente insidiosa e carica di rischi potenziali. Non è certo perché l’ha detto Berlusconi, sarebbe grave chiunque fosse il Presidente del Consiglio che l’avesse detto. In soldoni quel che vuole dire è che il governo deve essere liberato dai vincoli costituzionali per poter agire come vuole. I decreti d’urgenza lasciano da parte il Parlamento, e qui si individua una grave falla nel ragionamento berlusconiano. E’ vero che il suo partito ha vinto le elezioni che hanno formato l’attuale parlamento, ma è altrettanto vero che il governo è formato da ministri non eletti ma nominati, che non sono necessariamente passati attraverso il voto popolare: in sostanza i decreti legge sono regole dettate da persone non elette.
E’ implicito nella logica delle affermazioni di Berlusconi un concetto di voto popolare che ha il solo compito di legittimare decisioni già prese (vedi le liste elettorali bloccate per cui l’elettore ha la sola facoltà di scegliere il partito da votare, ma non la persona da preferire). Il silenzio dell’opposizione su tutto questo è colpevole tanto quanto il clamore populista del governo… il vero nocciolo del problema è che stiamo scivolando lentamente ma inesorabilmente verso una finzione di democrazia, in cui il potere reale è completamente oligarchico.
A me questo non piace.
Patisserie Bennis Habous
Se mai vi trovaste a Casablanca (in Marocco, per i pochi che si domandassero dov’è) è praticamente d’obbligo assaggiare i dolci di pasta di mandorle fatti dalla Patisserie Bennis Habous, un negozio/laboratorio incastonato fra le botteghe dell’antico quartiere di Cité Habou, di fianco al palazzo reale.
E’ la migliore pasticceria di Casablanca – non pensate alle vetrine illuminate delle pasticcerie italiane, entrerete in un locale piastrellato senza bancone e sedie, infatti non ci si ferma a consumare l’acquisto nella bottega: ma i dolcetti sono favolosi, la pasta di mandorle fresca e saporita, la pasta sfoglia croccante e deliziosa. "Corna di gazzella" e "Dita al sesamo" sono solo alcuni dei nomi suggestivi dei dolcetti; all’assaggio si riconoscerà la parentela stretta della pasticceria araba con quella siciliana, e che ottima parentela!
I gentilissimi commessi saranno felici di confezionarvi un pacco da kg di dolcetti da portarvi a casa: dite che dovete prendere l’aereo e ve la imballeranno in maniera un po’ più robusta. Non preoccupatevi della quantità, queste delizie si manterranno fragranti e fresche per una settimana o più.
Patisserie Bennis Habous
2, Rue Fkih El Gabbas (Cité Habous)
Casablanca
Tél 022 30 30 25
Voto (0-10): 10
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