23/07/2005 Tideswell ed il Peak District
Dopo Lincoln ci siamo spostati verso Il Peak District, il più famoso parco nazionale inglese, ed il secondo parco naturale più visitato al mondo. Terra di colline dolci e valli incise da ruscelli e torrenti, case di pietra grigia e brughiere d’erica in fiore, è una delle mete preferite dagli inglesi che vogliono spendere le loro vacanze scarpinando su e giù per sentieri probabilmente fangosi, con una possibilità su due di prendersi la pioggia. Meraviglioso! abbiamo pensato, e ci siamo andati. La nostra delusione è stata forte, è piovuto solo quando eravamo in auto o seduti da qualche parte al coperto…
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Una gioia sadica mi riempiva il petto stamattina ascoltando la notizia dell’arresto di Fiorani e soci… gonfio di rabbia per i soprusi che questi bastardi (non modero i termini) e figli di buona donna hanno perpetrato ai danni di gente normale come tutti noi. Per finanziare le scalate rampanti ad altre banche, per pagare i politici conniventi che lo appoggiavano, per comprare mazzi di rose alla signora Fazio, rubava soldi dai conti correnti dei suoi clienti.
Uno così lo chiamo
ladro.
E i ladri, si sa, o vanno in prigione, o vanno al governo.
Stasera ho avviato una nuova discussione nel roboforum: qual’è la tua kriptonite?
La partecipazione del mondo intero alla discussione è benvenuta, e antropologicamente estremamente promettente!
Un ringraziamento a Joskop per l’ispirazione!
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Domenica sera, 20 novembre 2005. Le notizie sulla rivolta delle banlieues parigine, le infami periferie-alveare della capitale francese, stanno appena sparendo dalle notizie di testa dei telegiornali. Queste periferie sono peculiari per la densità di magrebini francesi di seconda, terza o quarta generazione, ma per il resto somigliano dannatamente alle periferie di qualsiasi grande città occidentale, che si chiami Milano, Monaco, Parigi, Londra o Madrid.
Salgo sul taxi per andarmene in albergo, due battute sul tempo, fa dannatamente freddo, poi chiedo come sia la situazione in periferia – il mio albergo non è proprio centralissimo, e ci tengo a capire se mi devo aspettare problemi. E’ come scoperchiare una pentola in piena ebollizione: il tassista non ha semplicemnte un’opinione, ma una valanga di cose da dirmi!
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< %image(secoloCinese.jpg|95|136|Il secolo cinese)%>
Il secolo cinese
Federico Rampini
Saggio
Italia, 2005
Un libro interessantissimo, ben scritto, e soprattutto equilibrato. Non c’è traccia dell’isteria proibizionistica di chi deduncia la Cina come il babau che porterà via il lavoro a tutti.
Voto (0-10): 9
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Dopo aver sentito parlare del servizio di RaiNews24 sull’uso di proiettili incendiari al fosforo sulla città irachena di Falluja, e seguito la polemica che ne è seguita, ho voluto documentarmi e vedere il video da me.
Il video
Non è affatto un bel vedere, e lo sconsiglio a chi ha i nervi fragili. Mi sono sentito oltraggiato dall’ipocrisia dei nostri governi a riguardo di questa guerra sporca, lurida.
Poi ho trovato altri testi, non solo di denuncia: per esempio questo, pubblicato sul sito del PRI – Partito Repubblicano Italiano, che sostiene che si tratta di una montatura propagandistica e che “Per prendere Falluja non serviva dunque il fosforo, ma dei proiettili perforanti tali da consentire una protezione della fanteria con i carri, capaci di farsi una breccia nelle varie abitazioni. Oltretutto non c’è bisogno di fosforo e di napalm, per la semplice ragione che non vi era un interesse americano dimostrativo, perché altrimenti gli effetti di questo tipo di armi si sarebbero visti per decine di chilometri di distanza e comunque gli effetti di questo impiego sarebbero stati notati immediatamente dai giornalisti e dagli osservatori presenti nella zona.“.
C’è stato parecchio can-can nei primi giorni dopo la trasmissione del documentario, poi tutto è tornato silenzioso. Non è conveniente parlare dei propri scheletri quando cascano dalla porta aperta dell’armadio. Meglio rimetterli dentro e chiudere le ante a chiave.
Che tristezza. E poi ci sorprendiamo se ci odiano?
< %image(6feetunder.jpg|252|190|Six feet under)%>
Six feet under
Serie TV
USA 2001-2005
Voto (0-10)
Serie 1: 9 (toccata dal genio)
Serie 2: 7 (mica male)
Serie 3: 2 (inguardabile)
Serie 4: s.v. (non ho il coraggio)
Serie 5: s.v. (idem)
Six feet under è la storia di una triste parabola televisiva, da brillante e fortemente originale serie di commoventi e stimolanti favole moderne a slavata soap che vaga senza meta verso la conclusione preordinata della stagione…
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< %image(LaRepubblicaDelLeone.jpg|200|308|La repubblica del leone)%>
La repubblica del leone – Storia di Venezia
Alvise Zorzi
Italia, 2001
Un bel tomo di 600 e passa pagine, certamente specialistico, ma sicuramente non elitario. La Serenissima è ricordata ormai solo per l’uso strumentale che ne fa una certa parte della politica italiana, ma 1000 anni di storia non sono da spazzare sotto al tappeto così velocemente.
Voto (0-10): 8.1/2
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Lo so che ormai è come sparare sulla croce rossa, ma la tentazione è troppo forte… son già quasi 5 anni di rottura di balle, mica ne vogliamo altri 5 così, vero?
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Vorrei segnalare il sito anni80.info: dopo i mitici anni ‘70 (orribili per zampe d’elefante, basettoni, glitter e macchinone americane), è esplosa la nostalgia di noi trentenni (con gli orribili paninari, Duran Duran, look plasticoso e finto-punk).
Il sito non è malaccio, e gente decrepita come me, nel mezzo del cammin di nostra vita, ci trova più di qualche nome, qualche canzone, per cui spandere una lacrimuccia di nostalgia!
Voto (0-10): 8
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