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Ipocrisia semantica? Qui Marte chiama Terra.

26 luglio 2007 1 commento

Ieri 25 luglio 2007 abbiamo assistito a questo psicodramma a distanza: 

Fausto Bertinotti (Rifondazione Comunista, Presidente del Senato):  E’ giusto andarci con i piedi di piombo, ma senza dare l’impressione di voler concedere ulteriori privilegi ai parlamentari"

Piero Fassino (Segretario DS): "Ho trovato sgradevole che Bertinotti abbia usato espressioni che fanno ritenere che qualcuno tra di noi richiedesse dei privilegi”

Mi sono convinto definitivamente di vivere su di un pianeta diverso dai nostri politici – qualcuno di noi vive su Marte, non sono sicuro se sono loro o io.

Bertinotti si preoccupa di non dare l’impressione di ulteriori privilegi. Già questo mi sa di lapsus freudiano, cos’è che non va, si dispiace che la gente stia cominciando ad accorgersene?

Piero Fassino per contro, con evidente coda di paglia, mette a posto tutti indignandosi al solo sentire la parola "privilegi"… ma si incazza di più che se avessero invitato Berlusconi alla sua festa di compleanno!

C’è una cosa che non capisco: ma se tutti quelli con cui parlo, di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, di Catania o di Bolzano, ma se proprio tutti ce l’hanno con questi politici che stanno una spanna sopra a Dio, con tutti i privilegi e vantaggi connessi, vuol dire che la percezione della gente è che i politici se ne approfittino alla grande della loro posizione. E allora me lo spiegate come fanno loro a non essersi ancora accorti che a quelle parole non crede più nessuno? Ma tanto che volete che ci capisca io, vengo da Marte…

 

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Oggi mi sposo!

23 giugno 2007 15 commenti

Oggi mi sposo!

Eh, si: èanche per me è giunto il momento di lasciare la schiavitù della singolitudine per abbracciare la nuova libertà della vita di coppia!

 

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Se ne va la poesia…

7 giugno 2007 Commenti chiusi

Sasso! Carta! Forbice!

Chi di voi non ha mai giocato a morra cinese in vita sua, almeno da piccolo?

Ecco che la poesia dei ricordi d'infanzia mi viene rubata ancora una volta: nel sito wikihow.com è contenuta tutta una serie di trucchi psicologici per vincere a morra cinese. Lo sapevate che i maschi tendono ad usare il "sasso" come figura di apertura del gioco? Pare che sia riconducibile al pugno chiuso che inconsciamente vuole dimostrare forza e aggressività. Le femmine invece statisticamente aprono con "forbice"… con un brivido mi viene in mente Loreena Bobbit…

Sembra poi che difficilmente un giocatore ripeta la stessa figura più di due volte di fila… e statisticamente il giocatore frustrato o alle prime armi tende a ripetere la figura contro la quale ha appena perso (se perdo con "sasso" contro "carta", la mia prossima mossa è probabile che sia "carta", quindi se il mio avversario lo sa cercherà di giocare "forbice" per aumentare la probabilità di vincere.

Insomma tanta scienza per un gioco da bambini: interessante quanto si vuole, ma infrange un altro mito d'infanzia… c'est la vie!

 

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Ragazzi, che caldo!

22 maggio 2007 Commenti chiusi

Una notizia battuta dalla ANSA proprio ieri, e che copio e incollo integralmente, poiché si commenta da sola:

(ANSA) – LONDRA, 21 MAG – Gli Usa puntano a impedire che al vertice del G8 vengano presi impegni per un nuovo accordo per combattere il riscaldamento del pianeta.Il G8 e' in programma a giugno in Germania. In una bozza del documento finale del G8, Washington mostra di non volere che si faccia riferimento a provvedimenti urgenti per far fronte alla crisi climatica. Intanto, secondo uno studio pubblicato negli Usa le emissioni di anidride carbonica (CO2) nel mondo sono aumentate in modo notevole tra il 2000 e il 2004.

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Come allacciarsi le scarpe

16 aprile 2007 Commenti chiusi

Chi mi conosce sa bene che allacciarmi le scarpe non è il mio forte. Una passeggiata con me consiste negli spostamenti fra una scarpa slacciata e l'altra… quindi sono felice che esistano siti che divulgano nel mondo soluzioni per questa piaga.

Ian deve essere un tipo speciale, altruista e saggio: dev'essere la sua bontà d'animo che l'ha spinto a fare il sito Ian's shoelace site. Qui ho trovato mille e una maniera di infilare i lacci, un'enciclopedia di consigli sui nodi, ragionamenti illuminati sull'estetica del laccio da scarpe moderno. 

Che dire? Un vero salvagente sociale.

 

 

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Patrizia Laquidara dal vivo – 30 marzo 2007

2 aprile 2007 Commenti chiusi

Venerdi scorso, il 30 marzo 2007, ero al CSC – Centro Stabile di Cultura di San Vito di Leguzzano (VI). E' stato un bel concerto, veramente: Patrizia Laquidara presentava dal vivo le canzoni del suo nuovo album, Funambola, con il suo gruppo di fedelissimi musicisti: 

TONY CANTO alla chitarra
MIRCO MAISTRO alla fisarmonica
FRANCO BARRESI alla batteria
ALFONSO SANTIMONE al piano e tastiere
LORENZO PIGNATTARI al contrabbasso

La serata è iniziata con una canzone cinese cantata a cappella da Patrizia: in pochi istanti il chiacchiericcio della sala si è trasformato in concentrata attenzione su questa voce incomprensibile, su queste parole che trasmettono il senso di qualcosa di poetico e profondo, anche senza capirle.

L'intero gruppo inizia a suonare poi "Le cose": un groove molto diverso dalle canzoni di Indirizzo Portoghese, l'album precedente. C'è la tastiera, la batteria è molto pop: insomma, ho un sussulto, non è quello che mi aspettavo. Intendiamoci, è una bella canzone, ben composta – il ritornello mi ricorda certe armonie degli XTC, e questo è un complimento! Wink Però la voce di Patrizia non trova giustizia in questa canzone. I brani successivi mi fanno pensare con un pizzico di malizia che "Le Cose" sia finita in testa alla scaletta per essere bruciata subito, per poi passare alle canzoni serie… ed infatti il resto della serata ha presentato materiale vario e assolutamente interessante. 

Il tastierista Alfonso Santimone, una potenza scatenata di inventiva e follia musicale, ha portato negli arrangiamenti rumore, free jazz, un senso di ironia sonora irritanti e geniali allo stesso tempo. In vari momenti ho sentito note à la Keith Jarrett degli anni '70, e scusate se è poco!

La fisarmonica di Mirco Maistro purtroppo sparisce  un po' dagli arrangiamenti, ma quando c'è Brasile c'è anche lui, in pienissima forma. Modesto e umile, fa cose di assoluto rispetto senza l'apparenza di un minimo sforzo… poi se ne va dal palco in punta di piedi, quasi per non disturbare.

La coppia ritmica della batteria di Franco Barresi ed il contrabbasso di Lorenzo Pignattari creano una base solida e non invadente, misurata ed efficace al punto giusto.

Tony Canto rimane una presenza insostituibile, la sua chitarra è una roccia ritmica ed una certezza armonica. Non si mette in particolare evidenza, se non in un paio di occasioni, ma è il vero motore del gruppo di musicisti.

Il ritmo è più aggressivo rispetto ad Indirizzo Portoghese, l'atmosfera è diversa: vorrò ascoltare e riascoltare le canzoni per giudicarle nel loro contesto, e non in rapporto alle aspettative create dalle canzoni. Gli spunti musicali sono i più vari: c'è l'intimità melodica delle canzoni dell'album passato, ma anche tanta, tantissima sperimentazione psichedelica, ritmi e frasi ossessivamente ripetute su di un intreccio di armonia, ritmo e rumore. C'è il Brasile popolare già esplorato in passato, ma anche tutta la musica brasiliana di oggi, contaminata di hip-hop e rock: la bellissima Confusioni (spero di ricordarmi correttamente il titolo), scritta nel Nordest del Brasile, porta in sè gli echi di Lenine e gli altri musicisti di Recife e dintorni. Splendido, non la classica cartolina musicale.

Ora attendo l'uscita del disco per gustarmi con calma quello che mi aspetto sia un CD da ascoltare e riascoltare…

 

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Babel

9 marzo 2007 1 commento

Babel 

Drammatico, USA, 2006

Regia di Alejandro González Iñárritu

Con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho, Adriana Barraza, Rinko Kikuchi, Boubker Ait El Caid, Said Tarchini, Satoshi Nikaido.

Ho avuto il piacere di vedere un bel film in una sala vuota, dedicata completamente a me: un lusso che non mi era mai capitato. 

E' difficile raccontare la trama, o meglio le trame di questo film. Dopo 21 grammi Iñárritu continua con la sua maniera di raccontare destini e dolori paralleli legati da un tenue collegamento, quasi a voler dimostrare come tutta l'umanità sia legata ad un medesimo destino, e che nessuno esiste in splendido isolamento: la storia di ogni essere umano è anche la nostra. Per un racconto accurato di quel che succede nel film (e del finale, occhio a non leggere troppo, pena perdersi un po' di gusto della visione) invito a leggere l'articolo su Wikipedia.

Mi è piaciuto molto la ricerca di temi universali dell'umanità: i racconti si svolgono in Marocco, Giappone, USA e Messico, ed in ciascuno appaiono bambini alle prese con una grande (e terribile) esperienza. Dal film escono maluccio europei ed americani, pieni di sè e dei propri pregiudizi: la narrazione disincantata e cruda (pur se non brutale come nei precedenti film), mette in risalto l'incomunicabilità fra persone di cultura, esperienza ed abilità diverse. 

Com'è nel suo stile, Iñárritu non si perde in troppe spiegazioni: le situazioni sono pennellate con accenni e fra le righe, lasciando lo spazio alla narrazione del presente, alla tranche de vie, e in perfetta coerenza il finale non si sbrodola in fanfare holliwoodiane. Sobrio, intenso, a volte forse un po' melodrammatico, è un film che ti prende per mano e ti porta in punta di piedi per un percorso lungo due ore e mezza senza noia alcuna.

Rispetto a 21 grammi quest'opera di Iñárritu è più formale, cerebrale; personalemente preferivo l'energia spontanea del precendente. Rimane comunque un film degno del suo bravo posto nella mia videoteca personale.

 

Voto (0-10): 8.1/2 

 

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Il ritorno di Patrizia Laquidara?

22 febbraio 2007 2 commenti

Girano voci, sempre più insistenti, di un ritorno di Patrizia Laquidara con nuove incisioni da studio di registrazione… non so se sia vero, ma lo spererei.

Intanto su youtube.com c'è sempre più materiale live, di ottima qualità, che se preannuncia un ritorno ne promette uno di grande, grandissima qualità. La voce di Patrizia è sempre magica, ma si è aggiunta una potenza evocativa da grande chanteuse. In particolare ho appena scoperto una sua intensissima interpretazione di albergo a ore, un video live di ottima qualità audio.

Nella sua voce di donna – non di ragazza, non c'è più nulla di acerbo in essa – si sciolgono dolcezza e oltraggio graffiante, fragilità e potenza. Quanto a lungo ancora potrà il sistema discografico e radiofonico ignorare un talento del genere?

 

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No basi USA

19 febbraio 2007 1 commento

Vicenza, sabato 17 febbraio 2007, ore 11.00

A poche ore dall’inizio della manifestazione contro la progettata base USA all’aeroporto Dal Molin, io ero l? a Vicenza. Quel che ho visto eccolo qui, in poche impressioni e via.

Di vicentini se ne vedevano pochi, e quei pochi che c’erano del tutto imperturbati. Un capannello di pensionati discuteva della finanziaria, e (bestemmiando) se la prendeva con Prodi e tutte le tasse e l’aumento dell’et? pensionabile (che comunque loro avevano solennemente raggiunto da almeno 10 anni).

Parecchi dimostranti in divisa da dimostrante: giaccone, sciarpa e capello lungo. Pare che dal ’69 in poi i rivoluzionari nella moda siano diventati pi? conservatori dei conservatori…

La manifestazione si presenta come una splendida occasione di business: davanti alla stazione ferroviaria un bel banchetto vende il corredo del perfetto dimostrante di sinistra:
– bandiera della pace
– T-shirt “regole 0” oppure per chi non vuole osare quella con “Peace” e il simbolo della pace
– braccialetti portafortuna
– berretto di lana

I bar avevano obbligo di chiusura alle ore 11.00, i dimostranti affamati riempivano la pancia con panini, i bar le casse con i soldi dei dimostranti. E chi dice che le dimostrazioni fanno male alle citt??

Un paio di uomini sui 45 anni, in divisa da dimostrante (vedi sopra), con ampia bandiera cubana sventolante sull’asta appoggiata sulla spalla, passeggiano per Corso Palladio. Si fermano, e rimangono per qualche minuto in affascinata contemplazione della vetrina di Pal Zileri. Confesso, non sono riuscito a rimanere serio…

Poi me ne sono andato, sono troppo serio per manifestare per cose giuste.
Preferisco guardarmi le foto di FasterDix, che invece come al solito c’era, eccome se c’era!

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CD al microonde

7 febbraio 2007 5 commenti

Ci sono cose che non avrei mai pensato di fare… che proprio non mi sarebbero mai venute in mente. E’ probabilmente una mia mancanza di curiosit? scientifica, di opacit? della fantasia, ma no: non mi ero mai posto la domanda.

Che succede se metti un CD nel forno a microonde?

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