…se fossi di destra
Se fossi di destra: faccio fatico ad immaginarmelo… però so che oggi essere di destra non dev’essere facile.
Se sei di sinistra almeno sai che il tuo partito ha perso alle elezioni, e che peggio di così non sarà facile che sia, però hai la granitica certezza che dall’altra parte hai il “nemico”.
Se sei di destra invece sai che da 15 anni il partito che hai votato vince le elezioni (con un piccolo intermezzo di scarso significato): l’altra parte politica è ridicolmente debole, e ti puoi permettere di prenderla metaforicamente a calci quando vuoi. Eppure ti rode dentro il dubbio che il vero vincitore non sia tu, o il partito che hai votato, ma un gruppo ristretto di politicanti e del loro indiscusso e fortissimo capo.
Se fossi di destra mi tormenterebbe il dubbio che il capo indiscusso, Presidente del Consiglio da una vita ormai, non abbia fatto per me tutto quello che mi aveva promesso: di tasse ne pago tante quante 15 anni fa (o sono di più?); l’apparato statale mi pare enorme tanto quant’era quand’ero molto più giovano; i debiti dello stato sono sempre quelli, immensi; di riforma dello stato sento parlare tanto, tanto, tanto…
Ma ancor di più mi roderebbe il tarlo del dubbio che tanti soldi e tempo siano stati spesi a difendere non gli interessi miei, ma quelli di pochi, molto pochi.
Insomma, avrei il grossissimo dubbio che mi abbiano preso per il culo da 15 anni.
E la cosa peggiore è che, anche se i miei dubbi si realizzassero, non potrei mai ammetterlo ad uno di quei comunisti che me lo dicevano da una vita.
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