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I costi ambientali

Siamo tutti – la prima persona plurale ad indicare “noi” opinione pubblica – siamo tutti dicevo miopi. E ci dimentichiamo sempre di guardare le cose da più punti di vista: il riscaldamento globale è un tipico argomento su cui siamo tutti quanti schizofrenici.

Il riscaldamento globale è una brutta cosa, vero? CERTO!

Dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 per combatterlo, vero? YES!

Oggi leggo su Ansa che, a causa della crisi e delle nuove misure di risparmio energetico tese a ridurre le emissioni di gas serra, 4 o 5 raffinerie in Italia saranno chiuse o temporaneamente fermate: meno gas = meno consumi, meno consumi = meno bisogno di risorse. Dov’è il problema? 7500 posti di lavoro ora sono a rischio.

Mi aspetto grandi discussioni, addirittura ripensamenti e marcia indietro sulle misure anti-CO2: cosa sono poche tonnellate di gas invisibile in più di fronte a tutte quelle famiglie improvvisamente sul lastrico? La questione non è secondaria: il problema per i nuovi disoccupati esiste veramente, ed è grave. Questo segnale è solo un sintomo di un fenomeno di ben più vasta portata che sta avvenendo sotto i nostri occhi senza che ne ne rendiamo conto: per salvare il futuro dobbiamo rinunciare ad un po’ di presente.

E’ logico se ci si pensa: a forza di mangiare al ristorante a credito, ad un certo punto uno è costretto a ripiegare su pane ed acqua, se vuole smettere di ipotecare i risparmi dei figli. La situazione è veramente questa, ed il problema grosso è che dalle belle parole degli idealisti dell’ambiente si sta passando alla dura realtà delle rinunce.

Anzi, delle inevitabili rinunce.

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