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…contadinacci ignoranti e avari…

Si idealizza spesso il mondo contadino, bucolico e agreste, custode delle sane tradizioni di un passato quando il mondo era più giusto e meglio spartito. Eppure dalla letteratura spuntano visioni differenti: per esempio Giovanni Verga parlava di contadinacci ignoranti e avari,  e spesso descriveva personaggi della campagna che vivevano per la roba.

Come spiegano magistralmente Ilaria Picariello e Annarita Spagnuolo, gli avidi sono considerati egoisti, perché usano il prossimo a proprio vantaggio. Non sono solo i ricchi ad amare esageratamente la ricchezza, ma anche la gente povera. Il denaro per queste persone assume un valore fine a se stesso e porta l’avaro a condurre una vita priva di piaceri concreti, dove l’unico obiettivo è accumulare… non riconosce nessuno di voi qualche parente contadino che ha passato la vita a spaccarsi la schiena nei campi, bastonando i cani ed i figli per farsi obbedire, seminando il mais ogni anno mezzo metro più in là per occupare e sperare di appropriarsi di un pezzo di strada comunale? Sono sicuro che qualcuno di voi conosce famiglie in cui i figli ogni mese dovevano lasciare ai genitori lo stipendio, per poter un giorno sposarsi e trovare già fatta una casa, pensata, costruita e di proprietà dei genitori… questi stessi non fiatavano in casa, perché temevano di non rivedere mai più i loro soldi.

T’amo, pio bove… fregnacce scritte da un poeta idiota che viveva in città. Da secoli la vita contadina è fatta di duro lavoro, insulti dei vecchi, bambini da tirar su a pedate, vacche che morivano di parto, preti da rispettare per timore di Dio e di essere sputtanati, suore ingorde e frati sporcaccioni… il mondo bucolico è stato inventato per i ricchi possidenti che si godevano la villa in campagna, e oggi serve a vendere yogurt pieno di zucchero e conservanti…. che tristezza.
Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è puramente casuale.

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