…e non mi piace
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha affermato che "non si può governare il Paese senza la decretazione d’urgenza", perché "senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo". [fonte ANSA].
E’ un’affermazione estremamente insidiosa e carica di rischi potenziali. Non è certo perché l’ha detto Berlusconi, sarebbe grave chiunque fosse il Presidente del Consiglio che l’avesse detto. In soldoni quel che vuole dire è che il governo deve essere liberato dai vincoli costituzionali per poter agire come vuole. I decreti d’urgenza lasciano da parte il Parlamento, e qui si individua una grave falla nel ragionamento berlusconiano. E’ vero che il suo partito ha vinto le elezioni che hanno formato l’attuale parlamento, ma è altrettanto vero che il governo è formato da ministri non eletti ma nominati, che non sono necessariamente passati attraverso il voto popolare: in sostanza i decreti legge sono regole dettate da persone non elette.
E’ implicito nella logica delle affermazioni di Berlusconi un concetto di voto popolare che ha il solo compito di legittimare decisioni già prese (vedi le liste elettorali bloccate per cui l’elettore ha la sola facoltà di scegliere il partito da votare, ma non la persona da preferire). Il silenzio dell’opposizione su tutto questo è colpevole tanto quanto il clamore populista del governo… il vero nocciolo del problema è che stiamo scivolando lentamente ma inesorabilmente verso una finzione di democrazia, in cui il potere reale è completamente oligarchico.
A me questo non piace.
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