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Una rivista per fighetti frustrati

4 luglio 2008

Era da qualche anno che ogni tanto la sentivo reclamizzare alla radio, ed alla fine questa settimana, colto dalla curiosità, ho acquistato la rivista Riza Psicosomatica.
Mi aspettavo una rivista di divulgazione della psicologia, tecnica ma non troppo… ho trovato invece una rivista per quei fighetti frustrati (definizione neutra, include entrambi i sessi) che si sentono troppo vecchi per comprare ancora Cioè.

Giudizi tagliati con l’accetta a parte, ho trovato una rivista patinata e di aspetto gradevole se non addirittura confortante, destinata a tutti coloro che hanno qualche intimo problema da risolvere. La formula è semplice: un messaggio facile ed autoindulgente, il cui sottile messaggio di fondo è che se l’istinto ti porta a trasgredire qualche regola sociale va bene.
Non metto in dubbio che chi contribuisce alla rivista siano psicologi seri e preparati, e devo dire anzi che un paio d’articoli sono piuttosto buoni: è l’impostazione generale della rivista che non mi piace affatto. Le immagini sono generalmente d’effetto ma poco attinenti l’articolo; le persone fotografate non hanno mai più di vent’anni e sono belle, giovani e sorridenti. Tutto è soffice e cotonato, gli articoli accoglienti e consolatori. Con quattro lettere di lettori si fanno pagine e pagine degne della migliore Agony Aunt, vestita però da medico specialista: tutto puzza di enorme operazione vampirica di sfruttamento delle ansie e paure dei lettori.

C’è una cosa però letteralmente insopportabile: l’onnipresente ed invadente narcisismo del direttore Raffaele Morelli, di cui ho contato almeno 10 foto in un solo numero. La rivista sembra esistere solo per dargli un uditorio: ecco, questa è la cosa che più di tutte mi ha dato sui nervi.

Voto (0-10): 4

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Categorie:libri e media Tag:
  1. ufo
    11 luglio 2008 a 19:03 | #1

    a me pare che in generale, al giorno d’oggi, ci siano (o siano state inventate??) un sacco di patologie o disturbi psicologici, di conseguenza (per fare un banale esempio) a quello che una volta era semplicemente un bambino "vivace" ora viene diagnosticata una vera e propria patologia, la DDAI… per forza ci sono tutte queste persone in crisi mistica, uno fa presto ad identificarsi in un quadro diagnostico qualsiasi!
    sar all’antica, ma a mio avviso non ci allontaniamo di molto da questa visione!

I commenti sono chiusi.