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Olimpiadi e bullismo

Le relazioni fra stati sono regolate dall’anarchia. Questa affermazione non è arbitraria ma tratta da un testo universitario di politica internazionale: essa parte dalla constatazione che nella relazione fra stati non esiste un ente superiore che imponga regole di comportamento (l’ONU è una barzelletta a questo riguardo). In altre parole vige la legge del più forte.

Oggi alla radio ho sentito che il Nepal proibisce assolutamente qualunque manifestazione di solidarietà con i tibetani in collegamento con il passaggio della fiaccola olimpica. 

E’ un lampante esempio di piccolo stato che ha paura della reazione di uno stato grande e potente come è la Cina: non vedo grandi differenze con il comportamento di ragazzini e bulli nel cortile di una scuola.

Queste olimpiadi del bullismo stanno assumendo un’aura molto sgradevole. Il grande evento mediatico ed autocelebrativo immaginato dai governanti cinesi si sta tramutando in una prova di forza nei confronti del mondo. Un po’ come le olimpiadi di Berlino in tempi nazisti: pura propaganda, alla faccia degli atleti e del messaggio di pace delle olimpiadi. Non credo che la Cina ci stia guadagnando… 

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