Il Paese dei cachi d’oro
In una sorta di dissociazione mentale praticamente schizofrenica il centrodestra si proclama liberista, e allo stesso tempo insiste nella pesante interferenza negli affari di Alitalia.
Qualcuno mi deve spiegare come si possa sostenere che il bene del Paese sia di rimandare oltre la vendita di un rottame d’azienda che da anni ci costa più che se fosse nostro figlio – letteralmente, visto che paghiamo le tasse per coprire le perdite immense e le poltrone inossidabili dei raccomandati, figli di, politici trombati e saltimbanchi vari che gonfiano gli organici di Alitalia. Mi spiace, non credo per nulla alla storia della difesa dell’italianità di Alitalia: io sono convinto che la verità sia un’altra. Che una volta che alitalia fosse di proprietà francese, i politici italiani (di destra e di sinistra) non potranno più piazzare amici e famigliari in comodi posti da dirigente-fantasma, che i sindacati non potranno più manovrare il governo prendendolo per la gola con gli scioperi, che il bacino di voti dei dipendenti non potrà più essere comprato con promesse e concessioni incredibili.
E’ altrettanto incredibile che ci si ostini a combattere per mantere il secondo hub di Malpensa: fate attenzione, la decisione di Alitalia di tenere il solo hub di Roma Fiumicino è presentato al pubblico come la decisione di chiudere l’aeroporto di Milano. Questo è falso! Malpensa NON sarà chiuso, ci saranno ancora voli, e soprattutto ci sono responsabilità importanti per il fallimento di Malpensa di assumere una grande importanza che non sono di Alitalia ma della classe politica di Milano, e della Lombardia. Con buona pace di Formigoni e della Lega. Un decennio dopo l’apertura dell’aeroporto non c’è ancora maniera di arrivarci senza fare code allucinanti a Milano. Non è possibile arrivarci in treno senza trasferimenti in metropolitana all’interno di Milano, con perdite di tempo e di anni di vita per ansia e nervoso. E’ come se aprissero un centro commerciale megagalattico e si dimenticassero di costruire strade di accesso, lasciando il solo ponticello a senso unico alternato che c’era sempre stato: è ovvio che quel centro commerciale non avrà mai successo.
Però, e chiudo con una nota amara, la nostra classe politica non ha come priorità la soddisfazione degli interessi dell’Italia o degli italiani, ma la soddisfazione delle proprie esigenze: una carica, uno stipendio in più, un’auto blu in più, un appalto da assegnare ai propri amici in più.
La terra dei cachi d’oro.
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