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Patrizia Laquidara dal vivo – 30 marzo 2007

Venerdi scorso, il 30 marzo 2007, ero al CSC – Centro Stabile di Cultura di San Vito di Leguzzano (VI). E' stato un bel concerto, veramente: Patrizia Laquidara presentava dal vivo le canzoni del suo nuovo album, Funambola, con il suo gruppo di fedelissimi musicisti: 

TONY CANTO alla chitarra
MIRCO MAISTRO alla fisarmonica
FRANCO BARRESI alla batteria
ALFONSO SANTIMONE al piano e tastiere
LORENZO PIGNATTARI al contrabbasso

La serata è iniziata con una canzone cinese cantata a cappella da Patrizia: in pochi istanti il chiacchiericcio della sala si è trasformato in concentrata attenzione su questa voce incomprensibile, su queste parole che trasmettono il senso di qualcosa di poetico e profondo, anche senza capirle.

L'intero gruppo inizia a suonare poi "Le cose": un groove molto diverso dalle canzoni di Indirizzo Portoghese, l'album precedente. C'è la tastiera, la batteria è molto pop: insomma, ho un sussulto, non è quello che mi aspettavo. Intendiamoci, è una bella canzone, ben composta – il ritornello mi ricorda certe armonie degli XTC, e questo è un complimento! Wink Però la voce di Patrizia non trova giustizia in questa canzone. I brani successivi mi fanno pensare con un pizzico di malizia che "Le Cose" sia finita in testa alla scaletta per essere bruciata subito, per poi passare alle canzoni serie… ed infatti il resto della serata ha presentato materiale vario e assolutamente interessante. 

Il tastierista Alfonso Santimone, una potenza scatenata di inventiva e follia musicale, ha portato negli arrangiamenti rumore, free jazz, un senso di ironia sonora irritanti e geniali allo stesso tempo. In vari momenti ho sentito note à la Keith Jarrett degli anni '70, e scusate se è poco!

La fisarmonica di Mirco Maistro purtroppo sparisce  un po' dagli arrangiamenti, ma quando c'è Brasile c'è anche lui, in pienissima forma. Modesto e umile, fa cose di assoluto rispetto senza l'apparenza di un minimo sforzo… poi se ne va dal palco in punta di piedi, quasi per non disturbare.

La coppia ritmica della batteria di Franco Barresi ed il contrabbasso di Lorenzo Pignattari creano una base solida e non invadente, misurata ed efficace al punto giusto.

Tony Canto rimane una presenza insostituibile, la sua chitarra è una roccia ritmica ed una certezza armonica. Non si mette in particolare evidenza, se non in un paio di occasioni, ma è il vero motore del gruppo di musicisti.

Il ritmo è più aggressivo rispetto ad Indirizzo Portoghese, l'atmosfera è diversa: vorrò ascoltare e riascoltare le canzoni per giudicarle nel loro contesto, e non in rapporto alle aspettative create dalle canzoni. Gli spunti musicali sono i più vari: c'è l'intimità melodica delle canzoni dell'album passato, ma anche tanta, tantissima sperimentazione psichedelica, ritmi e frasi ossessivamente ripetute su di un intreccio di armonia, ritmo e rumore. C'è il Brasile popolare già esplorato in passato, ma anche tutta la musica brasiliana di oggi, contaminata di hip-hop e rock: la bellissima Confusioni (spero di ricordarmi correttamente il titolo), scritta nel Nordest del Brasile, porta in sè gli echi di Lenine e gli altri musicisti di Recife e dintorni. Splendido, non la classica cartolina musicale.

Ora attendo l'uscita del disco per gustarmi con calma quello che mi aspetto sia un CD da ascoltare e riascoltare…

 

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