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Il buon olio italiano

Per condire l’insalata, la carne, le verdure, una buona minestra di verdure o un semplice pezzo di pane non c’è di meglio che un filo di buon olio d’oliva. L’olio italiano è il migliore al mondo per qualità e varietà, ma…. c’è sempre un bel “ma”: la maggior parte dell’olio che si trova in giro è pura e semplice porcheria.

L’ho scoperto personalmente assaggiando finalmente dell’olio buono: dovrebbe profumare d’oliva e d’erba, di pomodoro o di carciofo, essere piccante e non lasciare la bocca unta e “oleosa”. Una volta provato un olio buono non si torna più indietro, e devo ringraziare la mia amica Giulia (reduce da un corso di degustazione olio d’oliva) per avermi fatto scoprire questo mondo meraviglioso, ed il negozio Olio & Olive di Vicenza, oramai mio spacciatore di fiducia.

Voto (0-10): 10

Eppure le marche che vanno di più nei supermercati sono spesso poco più che scadenti, e per dipiù nemmeno italiane! Proprio oggi ho scoperto che gli olii Carapelli, Sasso e Dante sono di proprietà della spagnola Sos Cuetera; Bertolli invece è della anglo-olandese Unilever, la stessa che produce il Cif, i bastoncini Findus, il gelato Magnum, nonchè vari detersivi per lavatrice e deodoranti per ascelle.
Queste scoperte hanno rafforzato la mia voglia di cercare di scoprire cose buone da gustare lontano dagli scaffali dei centri commerciali.

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Categorie:la sete vien mangiando Tag:
  1. Lidia
    17 luglio 2006 a 9:30 | #1

    Che non si torna più indietro non è vero: io l’ho fatto! Ho usato qualche bottiglia di olio eccellente ritornando poi a quello del supermercato (ben conscia della differenza però questa volta!). Ma sono comunque d’accordo sul fatto che vale davvero la pena di usare l’olio buono. Infatti ho anch’io intenzione di fare quanto prima il corso di degustazione… e allora mi sa che davvero non tornerò più indietro!!!

  2. giulia
    1 agosto 2006 a 14:21 | #2

    bene rob. aspetto ora qualche commento sul sale che hai assaggiato sabato sera. Ni hao

  3. MAO
    1 settembre 2006 a 22:56 | #3

    Dears,
    meno male che c’e’ qualcuno che si accorge che tra l’ordinario e lo straordinario il passo è….. lungo !!!!
    Io che da anni professo il buon bere ed il buon pascolare godo nell’udire certe cose, cercate anche di conoscere l’olio leggendovi la guida agli olli d’italia del Gambero Rosso, può essere utile.
    Sul sale poi non transigo, uso solo SALE MARINO IODATO della C.I.S. !!!!!!!!!!
    A disposizione per altre consulenze….

  4. giulia
    6 settembre 2006 a 13:56 | #4

    Ben venga il sale marino cis (compagnia italiana sali).
    Il sale italiano lo preferisco ma se si desidera spaziare in europa esistono alcune varietà molto pregiate: ad esempio il Fleur de Sel di Guerande che consiste in una brina di “giovani” cristalli che si formano in modo naturale sulla superfice delle saline. o ancora il sale affumicato della Danimarca, cristalli di sale marino danese affumicati con legno di quercia e olmo rosso.
    un saluto
    giulia

  5. 7 settembre 2006 a 7:49 | #5

    Bentornata Giulia, a quando il resoconto cinese?

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