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Vita di Pi

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Vita di Pi (Life of Pi)
Yann Martell
Canada, 2004
Piemme

Un libro difficile da definire, e tantopiù da raccontare. La trama è di una semplicità essenziale: un ragazzino indiano è vittima di un naufragio mentre con la sua famiglia si sta trasferendo in Canada, assieme agli animali dello zoo di cui suo padre è direttore. Gli unici superstiti della sciagura sono Pi (al secolo Piscine Molitor Patel) e Richard Parker, una tigre del bengala.
Dopo innumerevoli sofferenze si salveranno entrambi…

Voto (0-10): 8.1/2


Rivelando il finale non rovino affatto la lettura del libro: il suo fascino sta nel racconto della convivenza forzata fra un ragazzino ed una tigre in uno spazio ristretto. Non un tigrotto di pezza stile Tigger in Winnie the Pooh: no, un vero felino carnivoro, affamato e feroce.

La prima parte del racconto si svolge in India, e dipinge un affresco colorato e meraviglioso dell’infanzia di Pi. A prima vista il contrasto con la parte successiva del libro è eccessivo; in realtà qui lì Martell ci porta per mano per la mente del ragazzino induista-cristiano-musulmano-animista, dandoci il contesto e la profondità che permettono di comprendere il successivo, interminabile viaggio fisico e spirituale per l’Oceano Pacifico.

Seguendo gli avvenimenti a bordo della scialuppa, la lettura è a volte lenta come la noia della deriva nell’immenso oceano, per poi accelerare quando gli avvenimenti si fanno più fitti. Si corre il rischio di incagliarsi nella parte centrale, più lenta, ma vale la pena di proseguire nella lettura, e semplicmente lsciarsi trasportare dai flutti di parole scritte.

Una lettura deliziosa, profonda, mai scontata, sempre misurata nei toni e malgrado ciò (o forse proprio per questo) enormemente espressiva; mai edulcorato, a volte quietamente crudo, è assolutamente credibile, nel senso che il lettore finisce intimamente per credere a quel che legge, fosse solo per il tempo in cui si immerge nel racconto. Alla fine del libro mi è rimasta addosso una sensazione strana, come se mi fossi improvvisamente reso conto che si trattava solo di una finzione, e me ne spiacesse un po’…

Magico.

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Categorie:libri e media Tag:
  1. Valentina
    1 maggio 2005 a 14:50 | #1

    Mmmmmm….. non so…….. a me è piaciuta tantissimo la prima parte, ma la seconda sinceramente mi ha lasciata di balsa…..

  2. Skop
    2 maggio 2005 a 11:49 | #2

    Cane! Hai ancora il mio libro (di Ivo Andric), leggi quello invece di bojate!

  3. 2 maggio 2005 a 11:59 | #3

    Ivo Andric sarà recensito separatamente, prossimamente! ;P

  4. Skop
    3 maggio 2005 a 10:00 | #4

    Tremo per quella che sarà la recensione. Son curioso se la tua mente filoberlusconiana di sinistra riuscirà a trarre dalla lettura del tomo A giovamento B insegnamento. :-) Ai poster (non elettrorali) l’ardua sentenza.

  5. Alessandra
    3 novembre 2005 a 21:27 | #5

    Lettura piacevole, scorrevole e interessante. Anche se all’inizio ci ho messo un po’ ad ingranare. Leggendo ci si immerge nel mare, nella natura, nell’apparente casualità degli elementi; ed è interessante leggere come si uccide una tartaruga, o un pesce, come reagisce il corpo umano a quella situazione estrema ecc… Anche le descrizioni più cruente ad un certo punto non turbano più di tanto. E la parte finale è spiazzante perché mette in discussione tutto quello che hai letto prima e ti lascia con domande che rigirano per la testa.

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