Il secolo cinese
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Il secolo cinese
Federico Rampini
Saggio
Italia, 2005
Un libro interessantissimo, ben scritto, e soprattutto equilibrato. Non c’è traccia dell’isteria proibizionistica di chi deduncia la Cina come il babau che porterà via il lavoro a tutti.
Voto (0-10): 9
Federico Rampini è il corrispondente di Repubblica da Pechino (Beijing nella dizione ufficiale), e quindi scrive da persona informata dei fatti.
Ho ritrovato nel testo molte cose viste e sentite durante il mio unico viaggio a Shanghai dello scorso mese di giugno: tantissime cose percepite, ma che non ero riuscito a mettere a fuoco.
Il saggio si articola in capitoli che affrontano ciascuno un argomento: l’economia, la politica, la storia, i giovani, e così via, dipanando la matassa a volte incomprensibile che è la Cina di oggi. Ogni capitolo è spesso un articolo pubblicato su Repubblica, e l’intero libro ha un sapore giornalistico. Ciò va sinceramente a merito di Rampini, e non toglie unità all’opera presa nel suo insieme: ogni capitolo è una tessera, ed insieme le tessere compongono un mosaico comprensibile e affascinante.
Come una mazzata in testa, il mio viaggio a Shanghai mi fece capire che ormai la Cina è una potenza, e che non è nè saggio, né possibile ingnorare questo fatto. Federico Rampini mi ha confermato questa rivelazione, e instilla pure un sano senso di prospettiva storica: negli ultimi 2000 anni la Cina è quasi sempre stata la più grande potenza mondiale. Gli ultimi duecento anni di dominio occidentale – prima l’Impero Britannico, ora gli Stati Uniti d’America – non siano possibilmente che una parentesi, che la Cina stia ritornando alla sua condizione naturale di superpotenza mondiale. Magari non è una notizia che ci piace sentire, ma sarebbe stupido, anzi, folle non tenerne conto.
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