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Six feet under

10 novembre 2005

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Six feet under
Serie TV
USA 2001-2005

Voto (0-10)
Serie 1: 9 (toccata dal genio)
Serie 2: 7 (mica male)
Serie 3: 2 (inguardabile)
Serie 4: s.v. (non ho il coraggio)
Serie 5: s.v. (idem)

Six feet under ? la storia di una triste parabola televisiva, da brillante e fortemente originale serie di commoventi e stimolanti favole moderne a slavata soap che vaga senza meta verso la conclusione preordinata della stagione…


La storia della famiglia di un impresario delle pompe funebri defunto dall’inizio della prima puntata ? piena di spunti tragici, comici, provocatori e consolatori.
I protagonisti dipingono un affresco della societ? americana moderna: la madre rigida, severa e repressa, un figlio gay non dichiarato in crisi personale, un altro fuggito dalla famiglia e incapace di prendersi una responsabilit?, che frequenta una donna intelligente e complessata, la figlia teenager in cerca di punti di riferimento.
La loro vita ? costantemente intrecciata in storie di vita e di morte, orribili e commoventi: uno sguardo irriverente, crudele ma ottimista alla societ? americana di oggi.

Questa era la prima serie: 13 (non a caso) puntate in cui si segue con il fiato sospeso il destino di ciascun membro della famiglia Fisher, con la voglia di vedere una nuova puntata appena la vecchia ? finita. La seconda serie vede un cambio di regia, un po’ di smalto in pi? e di idee in meno, ma ? sempre solida e appassionante. Il tema iniziale (la ditta famigliare di pompe funebri gestita loro malgrado dai fratelli Fisher) tende a portarsi verso lo sfondo, e si nota una “soapizzazione” della serie televisiva, con un crescendo di disgrazie e sventure personali che ti mettono addosso una sensazione di disagio. Ma continui a seguire con passione puntata dopo puntata, fino al culmine lasciato in sospeso, la morte di uno dei protagonisti…

…che in realt? non muore realmente, come si scopre all’inizio della terza serie. E di qui in poi ? la tristezza pi? assoluta. La trama brancola nel buio cerebrale pi? totale, senza spunti e idee, noia, noia, noia e noia. Dopo qualche puntata ho pensato di aver colto la genialit? della creazione di una situazione volutamente noiosa che per? crea una tensione interiore nei protagonisti, per portare ad una esplosione furiosa di sentimento vero. Illusione: s’incazzano appena un po’, poi tornano al solito tran tran. Alla settima puntata della terza serie mi sono arreso, ho dato six feet under per ormai dolorosamente incurabile, e ho smesso di guardare oltre.

Che tristezza, partire cos? bene e poi fare questa misera fine…

P.S.: chiedo scusa a coloro che iniziano ora a vedere la prima serie sulle reti Mediaset. Consiglio: godetevelo ora che va ancora bene!

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Categorie:film Tag:
  1. 10 novembre 2005 a 22:53 | #1

    Ah, ecco, mi sembrava!
    Ho guardato una puntata di recente (mediaset, terza serie) e non mi piaciuta per niente!

    Hai provato:
    Angels in America e
    The Shields???

  2. 10 novembre 2005 a 23:08 | #2

    The Shield: ce l’ho, ma devo ancora vederlo. A presto per notizie!

    55 degrees north invece non merita nemmeno una recensione, talmente sciocco…

  3. 11 novembre 2005 a 17:43 | #3

    cos’ 55 degrees north?
    Un altro bello invece
    Northern Exposure

  4. giulia
    22 novembre 2005 a 17:09 | #4

    se la serie 3 quella che stanno trasmettendo di recente su italia 1… ahim che noiose. Avevo molte aspettative dopo le puntate gi trasmesse

I commenti sono chiusi.