Un’enorme perdita di tempo
Il referendum sulla procreazione assistita si sta rivelando un’enorme perdita di tempo. Eppure un risultato, indirettamente, lo sta mostrando.
Il referendum ? lo strumento di democrazia diretta per definizione: si chiede al popolo di esprimersi con un “si” o un “no” a proposito di una legge, o di una parte di essa. Normalmente le posizioni sono “sono d’accordo” o “non sono d’accordo“, e chi si astiene dal votare implicitamente dice “non m’interessa, fate voi“.
Ecco, se tutto va come ormai sembra ineluttabilmente destinato ad andare, gli italiani in massa hanno detto “fate voi“.
Gi? oggi, con le urne ancora aperte, i propagandisti dell’astensione si sbracceranno contenti, spiegandoci con arroganza che l’astensione ? equivalsa ad una valanga di “no”.
Mi spiace, non sono d’accordo.
Astenersi vuol dire “fate voi”.
Il sistema del quorum, se sensato e logico nel contesto di un’Italia post-fascista, si ? rivelato un grosso bastone gettato negli ingranaggi della democrazia, poich? ogni astensione conta come due voti “no”.
In un corto-circuito fra politica elettorale, chiesa, populismo e cinico protagonismo televisivo, i vescovi e quella parte politica che ferocemente si sbrana per conquistare le spoglie elettorali della vecchia DC, si ? convinto il popolo italiano ad abdicare l’unico mezzo che ha per far sentire direttamente la sua voce.
L’enorme malinteso, maliziosamente propagandato dal fronte del “no”, ? stato che chi votava inevitabilmente diceva “si”, anche con un voto negativo.
Implicitamente i vescovi e gli astensionisti hanno detto “voi non siete capaci di giudicare su questi temi. Lasciate fare a noi, che senn? farete solo danni“.
Mi dispiace, non sono d’accordo. Non rinuncio all’unica possibilit? che ho di far sentire il mio parere. L’atteggiamento di chi boicotta il voto ? quello di chi dice
“siccome io non ho fame, vi cago sul piatto“.
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