Il protocollo di Kyoto e le convenienze politiche
Oggi entra in vigore il protocollo di Kyoto, e ci sono alcune considerazioni interessanti da fare, alcune sorprendenti per i meno addentro ai lavori…
Cos’? e come funziona il protocollo di Kyoto va oltre le mie capacit? e competenze, perci? invito i curiosi a consultare un riassunto chiaro e semplice fatto dalla BBC – solo in inglese purtroppo per chi non lo sa.
Mi interessa piuttosto mettere in luce un paio di altri punti.
Gli americani si rifiutano ostinatamente di aderire, dicendo varie cose che spaziano dal “non ci conviene” al “ma tanto non serve a nulla”, passando per la messa in discussione dei fondamenti scientifici su cui ? basato.
La posizione USA ? innegabilmente egoista e basata su politiche economiche ed ambientali di breve termine, ma almeno ? chiara e coerente.
Eppur si muove: gi?, la posizione statunitense non ? compatta come potrebbe sembrare. Calpers , uno dei pi? importanti fondi pensionistici americani, ha chiesto formalmente alle case automobilistiche di allinearsi ai limiti di emissioni molto restrittivi per le automobili oggi in vigore in California. Tutto ci? ? basato sulla convinzione che le emissioni di gas serra assumeranno una importanza crescente e importante nei calcoli economici e di profitto delle aziende, proprio in seguito alle prescrizioni del protocollo di Kyoto.
Insomma, quel che ? stato sbattuto fuori dalla porta rientra dalla finestra. Avviene ci? che era logico che avvenisse, ma che si ? voluto negare ad oltranza e oltre ogni ragionevolezza: che anche i costi ambientali hanno ripercussioni economiche sui bilanci delle nazioni, delle imprese, delle persone. E che vanno computati anch’essi.
Gli italiani sono stati fra i primi firmatari del protocollo di Kyoto, e sono fra i Paese europei che pi? se ne sono allontanati: le nostre emissioni di CO2 sono raddoppiate dal giorno della firma ad oggi.
Forza Italia giustifica la mancata messa in pratica del protocollo nel suo sito di formazione politica. Non potendo denunciare il trattato (c’ha provato, ma ha dovuto far marcia indietro in fretta e furia vista l’impopolarit? della mossa), il governo italiano si trova ad ambiguamente difendere il protocollo, ed allo stesso tempo arrampicarsi sugli specchi per spiegare che, visto che la Gran Bretagna e l’ex blocco sovietico non usano pi? il carbone per la produzione di energia elettrica e scaldare le case, le emissioni globali dell’Europa diminuiranno comunque entro il 2012. Quindi non c’? bisogno che l’Italia faccia nulla, anzi, si pu? anche permettere di aumentare le emissioni!
E’ un’argomentazione che fa a pugni con lo spirito del protocollo, e sa di italico, furbo opportunismo.
La vera posizione del Governo Italiano, di Forza Italia, di Silvio Berlusconi si capiscono chiaramente spulciando il sito del Carbon Disclosure Project, una fondazione europea che si prefigge di coinvolgere le FT500, vale a dire le 500 aziende pi? importanti del mondo secondo il Financial Times nel controllo delle emissioni di gas serra, ed in particolare di anidride carbonica.
Non ? sorprendente che solo un piccolo numero di aziende americane abbiano risposto – per esempio McDonalds si ? rifiutata, Microsoft ha aderito. Le aziende europee invece in genere hanno aderito, e cos? ? stato anche per quelle italiane. Con tre sole eccezioni: Banca Intesa, Assicurazioni Generali e Mediaset.
L’azienda di Silvio Berlusconi se ne frega delle emissioni di anidride carbonica. Che ne pensa l’azienda Italia?
Per approfondimenti di altra opinione:
Legambiente
greenplanet.net
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Segnalo inoltre un’interessante intervista a Chicco Testa, presidente dell’ENEL, sul sito di Repubblica:
http://www.repubblica.it/20…
Un interessante articolo in inglese sul sito del Financial Times descrive piuttosto approfonditamente l’atteggiamento del mondo degli affari rispetto al protocollo di Kyoto e, pi? generalmente, ai cambiamenti climatici.
http://news.ft.com/cms/s/23…
Ma scusa, quanto CO2 vuoi che emettano una banca, un’assicurazione e una tv? Forse il buon Silvio pensava che dovessero aderire solo le aziende con le ciminiere, quelle che vedi che buttano fuori tanto fumo e chiss‡ cos’altro…