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La clessidra inglese – vol.3 Peak District

16 dicembre 2005

23/07/2005 Tideswell ed il Peak District

Dopo Lincoln ci siamo spostati verso Il Peak District, il pi? famoso parco nazionale inglese, ed il secondo parco naturale pi? visitato al mondo. Terra di colline dolci e valli incise da ruscelli e torrenti, case di pietra grigia e brughiere d’erica in fiore, ? una delle mete preferite dagli inglesi che vogliono spendere le loro vacanze scarpinando su e gi? per sentieri probabilmente fangosi, con una possibilit? su due di prendersi la pioggia. Meraviglioso! abbiamo pensato, e ci siamo andati. La nostra delusione ? stata forte, ? piovuto solo quando eravamo in auto o seduti da qualche parte al coperto…


Qualunque sentiero si prenda consigliamo vivamente di procurarsi le cartine dell’Ordinance Survey, dettagliatissime e precise. Con quelle in tasca non c’? timore di perdersi, mai. Seguendo un sentiero poco pabbuto siamo incappati in un gruppo di 6 pernici, un incontro che dalle nostre parti mi ? capitato solo in mezzo alle Dolomiti: meraviglioso!

La nostra base operativa era a Tideswell, allo Star Inn. Questo pub piccolino ed accogliente ? gestito da Sue e Steve, una simpaticissima coppia di mezz’et? che si ? stancata della confusione di Bradford e si ? trasferita in campagna. Per arrotondare tengono tre camere a B&B: camerette linde ed essenziali, il bagno in comune pulitissimo (e se non vi piace la moquette, lasciate perdere l’Inghilterra).
Il pub ? di quelli che io e Zumba adoriamo: frequentato solo da gente locale, tiene ottima birra e si pu? giocare a freccette. Ah si, se eviti la pizza si mangia pure bene.
Tideswell si ? rivelato un ottimo campo base: pi? o meno al centro del parco, piccolino e tranquillo. Ed oltre allo Star Inn c’? anche The George, un pub di quelli in cui si mangia veramente bene (e ce ne sono, credetemi, basta trovarli!). Ed un fish & chips discreto, in cui se vuoi ti fanno anche il Mars impanato e fritto. E io che credevo che fosse solo una leggenda metropolitana!!

Castleton

Come ovunque nel mondo, anche nel Peak District si manifesta evidentemente l’istinto umano a seguire il gregge. Il parco ? piuttosto vasto, ma la gente si concentra in pochi luoghi, e ben conosciuti. Castleton ? uno di questi. Il villaggio ? sicuramente carino, e le rovine del castello sulla collina che lo sovrasta sono sicuramente incantevoli. Ma il vero motivo per la calca ? la presenza di molte grotte e miniere dismesse. In questa zona infatti si estraeva il Blue John, una pietra bluastra da cui si ricavavano piombo e argento. Noi, da bravi pecoroni che siamo, ci siamo infilati in una di queste ex-miniere, la Speedwell Cavern, e ci siamo pure divertiti. Chiaro che la condizione ? che ficcarsi un elmetto in testa, scendere 300 metri sottoterra e stare seduti in penombra in una barchetta in una galleria allagata altra 1 metro e mezzo rientri nel vostro concetto di divertimento.

24/07/2005 Haddon Hall e la caccia al formaggio

Se avete un interesse anche minimo per la storia e l’architettura medioevale e rinascimentale Haddon Hall ? una visita imperdibile. ? una residenza medioevale che, date le sue dimensioni modeste e l’abilit? diplomatica della famiglia proprietaria, non ? mai stata coinvolta in guerre, rivolte e altre amene atrocit? del genere, ed in pi? nel periodo di fervore modernista/restauratore vittoriano era abbandonata. Il risultato ? una residenza nobiliare che ha mantenuto un aspetto genuinamente medioevale e rinascimentale, includendo i mobili e gli arredi. Visita consigliata!
Il resto della giornata ? stata miserevolmente piovosa, e quindi abbiamo poco coraggiosamente optato per un’avventura gastronomica piuttosto che una da esploratori: la caccia al vero Stilton e, magari, al Wensleydale, formaggi citati dai grandi Wallace & Gromit. Dopo un tortuoso percorso per strette valli piene di pecore e una pioggia insistente, siamo giunti alla meta: Hartington! Noto che nessun sussulto ha sconvolto il vostro cuore. Bah, che vergogna, non conoscere questo gioiello dell’architettura inglese!
No, in realt? si tratta di un incrocio con un ufficio postale, un negozio di souvenir e articoli sportivi, una chiesa e un negozio di formaggi locali freschi. Con un laghetto pieno di papere di fianco. Lo Stilton ? un formaggio che in precedenza conoscevo nella sua versione di massa acquistabile in qualunque supermercato inglese. E sulla base del primo incontro, e dei successivi tentativi di rendermelo simpatico, ero giunto alla conclusione che gli inglesi non fossero capaci di fare formaggio. In realt? ci sono delle perle nascoste, come questo Stilton: un formaggio giovane, dalla pasta friabile, acidulo e leggermente cremoso, simile forse al quartirolo lombardo o ad altri formaggi freschi del genere. Una gioia per il palato. Ho chiesto se Wallace & Gromit avessero fatto aumentare le loro vendite: “ha fatto del bene alla nostra azienda” ha risposto la casara. Sono felice per loro. A proposito, ? uscito il nuovo film di Wallace & Gromit: non vedo l’ora!

25/07/2005 Dovedale
L’amena valle di Dovedale ? una delle mete pi? apprezzate dai turisti nel Peak District, vista la sua bellezza, e (credo soprattutto) per la facilit? del sentiero che lo percorre. Che dire, se non che tutto sommato questo posto si merita la sua fama? Consigliamo per? un paio di deviazioni dal percorso standard andata-ritorno sul fondo della valle lungo il sentiero/autostrada pi? conosciuto. Se si segue il sentiero fino a Miller’s Dale, si trova un cartello poco visibile sulla riva destra del fiume, di fianco ai gabinetti pubblici, che dice “difficult path – sentiero difficile, non percorribile quando ha povuto parecchio. Bene, se non ha piovuto prendetelo. E’ piuttosto ripido per i primi 5 minuti, poi si riabbassa fino a costeggiare il fiume sulla riva opposta a quella pi? battuta, in mezzo alla vegetazione ed ai prati. Vale la pena di essere percorso: attenzione solo a portarsi un paio di scarpe che tengano fuori l’acqua.
Menzione d’onore per la collina chiamata Thorpe’s Cloud, all’imboccatura della valle: l’ascesa ? ripidissima, ma la vista ripaga la fatica fatta.

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  1. 16 dicembre 2005 a 9:33 | #1

    Noto che la tua permanenza nei paesi anglosassoni ti ha fatto dimenticare l’articolo determinativo maschile singolare. In un paio di occasioni hai scritto I’ll al posto di il… Questi sono i primi segni, caro mio. 😉

  2. 17 dicembre 2005 a 9:57 | #2

    Sono i segni lasciati dall’ottimo (!?!) correttore ortografico automatico di MS Word for Pocket PC, che, essendo in versione inglese, insiste nel sostenere che non posso scrivere in alcuna altra lingua… Grazie per la vista da falco! Corretto (spero tutto)!

  3. 2 gennaio 2006 a 17:50 | #3

    Infatti ci sono altri errori!
    Per essere precisi uno solo, ma Gromit di Wallace & Gromit, si scrive con una m sola!!
    🙂

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