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La clessidra inglese – vol.2 Lincoln

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Intanto rettifico l’itinerario del viaggio; è quello in giallo, non quello in rosso! Sorry…

Quattro ore e mezza di strada per andare in un posto di cui non si sa assolutamente nulla, se non che è lontano da ogni altro luogo che già si conosce: era una cosa abbastanza insensata da fare perchè lo facessimo noi. E così dal sud-ovest ci siamo spostati al nord-est dell’Inghilterra, seguendo le stradine più strette delle Midlands per arrivarci.

Lincoln è una bella sorpresa per chi ci arriva. In mezzo alla piatta pianura che si estende dai dintorni di Nottingham al mare si erge una cresta rocciosa su cui stanno piantate la città vecchia e sicuramente una delle più belle cattedrali che mi sia mai capitato di vedere. Ma, visto che era sera, siamo andati in albergo. L’Old Bakery è un ristorante di classe con sopra tre camere in alloggio come B&B. Lo chef è un italiano di quelli che si incontra in giro per I’ll mondo: ha sposato un’inglese, ma resta più profondamente italiano di qhiunque io conosca, incarnando lo stereotipo che il mondo ha di noi (o quasi): scuro di capelli, parla a voce alta ed il suo accento si trova fra Roma e Siracusa, qualunque sia la lingua che sta prarlando; espansivo, cordiale, e, appunto, fa il cuoco.

Il ristorante è sicuramente ottimo, ma piuttosto caro: difficilmente si sccende sotto alle £ 50,- (ca. € 75) a persona, perciò abbiamo lasciato la camera, nuova e pulitissima, per cercare da mangiare senza svenarci… e abbiamo trovato The Crust. Il ristorante si trova sulla High Street, l’equivalente inglese del Corso principale della città. Abbiamo mangiato benissimo in un locale accogliente, al prezzo di una decina di sterline a testa, un paio di birre a testa incluse. E Il cameriere, professionalissimo e simpatico, è pure batterista in un gruppo punk ed uno heavy metal in città. Ci ritornerei in qualsiasi momento (se non fosse per Il biglietto aereo)!


22/07/2005 Una cattedrale meravigliosa.

Non voglio fare il sapientino-sa-tutto, altrimenti direi che Lincoln fu fondata dai romani, ed anzi era una delle 4 città più importanti della loro colonia britannica. Ma ovviamente non lo dico, così come non dico che anticamente la diocesi di Lincoln era la più grande d’Inghilterra, comprendendo una bella fetta del Paese, e che quindi si meritava una cattedrale che riflettesse tale importanza. Dirò invece che spendere 4 sterline per l’ingresso e ben 2 visite guidate è una spesa più che giustificata. La cattedrale è talmente densa di storia che un’ora basta a malapena alla guida a percorrere la lunghezza della navata, pur parlando velocemente e densamente.

Ma la vera chicca è la visita guidata al tetto dell’edificio. Ci aspettavamo la solita scalata di una ripida scala chiocciola, il tempo di scattare qualche foto del panorama, e la discesa per un’altra scala altrettanto ripida della prima. La bellezza di Lincoln è che non si tratta di una città turistica nel senso di Londra, o Venezia, o Roma: qui le guide hanno il tempo e l’orgoglio di dedicare tempo, risorse e simpatia al turista che si è preso la briga di viaggiare fino a lì. La nostra simpaticissima guida, un atletico settantenne ex rugbista e suonatore di campane a tempo perso, ci ha portato nella soffitta della cattedrale, lo spazio fra le volte di pietra ed il tetto in legno ricoperto di lastre di piombo. Un affascinante viaggio nel tempo che riporta ai tempi in cui, nel medioevo, si ingegnavano a fabbricare incastri in legno prima dell’invenzione della sega, con geometrie e strutture ingegneristicamente interessantissime. Questa sì che è un’esperienza da non perdere.

Una cosa è certa: a Lincoln ci torno!

Qualche webcam:
BBC

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Categorie:diario di viaggio Tag:
  1. 25 ottobre 2005 a 11:23 | #1

    questi tuoi diari di viaggio mi fanno venire una voglia di viaggiare……

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