Microsoft e la sicurezza dei tuoi dati
Oggigiorno praticamente tutti usano Microsoft Office per lavoro, svago, diletto o semplicemente perché non hanno scelta… insomma, parliamo di uno standard di fatto nel mercato.
Bill Gates ci assicura che ogni nuova generazione contiene innovazioni software che consentono di lavorare meglio, più rapidamente, più facilmente, con maggiore sicurezza.
Io mi permetto di dissentire.
Non è che i prodotti siano cattivi o mal fatti. Anzi, tutto sommato non sono affatto male.
L’unico problema è il concetto di fondo che si possa offrire un solo prodotto che vada bene per qualunque esigenza esista sul mercato, integrando una quantità enorme di funzioni nel software; non dimentichiamo che il principale mercato (pagante) di Microsoft sono le grandi aziende e gli enti pubblici. Quando parlo di grandi aziende voglio dire aziende veramente grandi: quando una Ford compra licenze, bah, ne comprerà 100,000 in una botta sola… provate a pensare a tutti i governi nazionali, regionali, locali che esistono al mondo… insomma, milioni di licenze.
Dovendo accontentare esigenze diverse come quelle di una multinazionale, dell’ufficio di un piccolo carrozziere e della figlia del sig. Bianchi che fa le ricerche per la scuola media sul suo PC, Microsoft ha creato giganti dai confini ormai indefiniti come Word o Excel.
Non conosco nessuno che sia esperto in tutte le funzioni integrate in questi prodotti. NESSUNO.
E allora succedono piccoli e grandi guai anche nel campo della sicurezza.
Che facile tagliare una tabella Excel e incollarla in una presentazione Power Point! Mantieni l’aspetto originario e non ti devi preoccupare della formattazione. Il file diventa un po’ grossetto, ma è pratico accidenti!
A un mio collega è capitato di ricevere via e-mail un file di questo tipo dall’ufficio Acquisti, e, per caso, ha fatto un doppio click sulla tabella… WOW! Ha scoperto che dietro c’era TUTTO IL FOGLIO EXCEL, CON TUTTE LE FORMULE ED I PREZZI DELLA CONCORRENZA!
Hi!Hi!Hi!Hi!
Su scala maggiore e risonanza più ampia, succede che l’ultima versione di Word gestisce le revisioni dei documenti. Pratico, quando è necessario tenere traccia di tutte le variazioni di un documento condiviso, e vedere chi ha scritto cosa e quando, chi ha modificato e rivisto quali parti del testo.
Utile se le varie parti in causa non si fidano completamente l’una dell’altra.
C’è sempre il casino in agguato però: questo significa che, se non ti ricordi di eliminare le revisioni dal documento finale, TUTTI possono leggere la storia del documento…
non è capitato anche al rapporto Callipari?
Forse ci dovremmo accontentare di un software più semplice, che va bene al 99% di quel che si fa ogni giorno, ma che ci evita trappoloni ed errori madornali… (esiste già!)
Per continuare: un interessante editoriale di Repubblica proprio su questo argomento.
Post correlati:
Commenti recenti