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Un mondo digitale

16 novembre 2004

Ho letto stasera un bell’articoletto su jsk.it a proposito della fotografia (eccolo qui).
Un articolo che mi ha fatto pensare a come la tecnologia digitale stia rivoluzionando il modo di intendere la fotografia.

E di come non sia cambiato niente.


Milioni di foto sono scattate ogni giorno, ed un numero sempre maggiore di queste ? digitale: immediatamente visibile, fruibile, giudicabile, trasmissibile, modificabile… cancellabile.

C’? un qualcosa di magico nella fragilit? della copia unica che ? un negativo fotografico. Paragonato alla moltiplicabilit? di un’immagine digitale, alla riproduzione a perfetta immagine e somiglianza, virale, di uno scatto numerico, una diapositiva, pezzo unico, sembra effimera, debole.

Poi il disco rigido s’inceppa e zzzaaap!

Le foto digitali non esistono pi?. Come se mai fossero esistite. Immateriali, lo stato magnetico controllato di qualche particella metallica, come esistevano prima, ora non esistono pi?. E non si vede la differenza.

Onanismi mentali a parte, la fotografia digitale ? uno strumento meraviglioso, immediato e democratico: tutti lo possono usare, tutti possono vedere il risultato immediatamente. Alla faccia di quegli esosi di laboratori fotografici.
E’ anche uno degli strumenti pi? cafoni e irrispettosi – no, mi correggo: ? uno strumento che esalta i pi? cafoni e irrispettosi dei comportamenti umani. Una foto digitale, privata, indiscreta, complice, si pu? moltiplicare in centinaia, milioni, miliardi di copie identiche. Dalla seconda copia in poi ? completamente fuori dal controllo del diffusore: come un virus si diffonde e si espande.

L’apparecchio digitale incorporato nel telefono ? ovunque e dovunque: chiunque ti potrebbe star fotografando, ora, adesso, se sei in pubblico. E qualche volta anche in privato. Le occasioni per immagini di noi, autorizzate o meno, di essere create e diffuse si stanno moltiplicando. Il digitale ? meraviglioso, indiscreto, pratico, malizioso, versatile, maligno. Dipende da chi lo usa.

E’ cambiato tutto, non ? cambiato nulla: il mezzo ? neutrale, ? la volont? di chi lo usa che conta.
Gli esseri umani sono tali, cavernicoli in cravatta, branco digitale, savana urbana, istinto immutabile.

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