Home > penso troppo > Un mondo digitale

Un mondo digitale

Ho letto stasera un bell’articoletto su jsk.it a proposito della fotografia (eccolo qui).
Un articolo che mi ha fatto pensare a come la tecnologia digitale stia rivoluzionando il modo di intendere la fotografia.

E di come non sia cambiato niente.


Milioni di foto sono scattate ogni giorno, ed un numero sempre maggiore di queste è digitale: immediatamente visibile, fruibile, giudicabile, trasmissibile, modificabile… cancellabile.

C’è un qualcosa di magico nella fragilità della copia unica che è un negativo fotografico. Paragonato alla moltiplicabilità di un’immagine digitale, alla riproduzione a perfetta immagine e somiglianza, virale, di uno scatto numerico, una diapositiva, pezzo unico, sembra effimera, debole.

Poi il disco rigido s’inceppa e zzzaaap!

Le foto digitali non esistono più. Come se mai fossero esistite. Immateriali, lo stato magnetico controllato di qualche particella metallica, come esistevano prima, ora non esistono più. E non si vede la differenza.

Onanismi mentali a parte, la fotografia digitale è uno strumento meraviglioso, immediato e democratico: tutti lo possono usare, tutti possono vedere il risultato immediatamente. Alla faccia di quegli esosi di laboratori fotografici.
E’ anche uno degli strumenti più cafoni e irrispettosi – no, mi correggo: è uno strumento che esalta i più cafoni e irrispettosi dei comportamenti umani. Una foto digitale, privata, indiscreta, complice, si può moltiplicare in centinaia, milioni, miliardi di copie identiche. Dalla seconda copia in poi è completamente fuori dal controllo del diffusore: come un virus si diffonde e si espande.

L’apparecchio digitale incorporato nel telefono è ovunque e dovunque: chiunque ti potrebbe star fotografando, ora, adesso, se sei in pubblico. E qualche volta anche in privato. Le occasioni per immagini di noi, autorizzate o meno, di essere create e diffuse si stanno moltiplicando. Il digitale è meraviglioso, indiscreto, pratico, malizioso, versatile, maligno. Dipende da chi lo usa.

E’ cambiato tutto, non è cambiato nulla: il mezzo è neutrale, è la volontà di chi lo usa che conta.
Gli esseri umani sono tali, cavernicoli in cravatta, branco digitale, savana urbana, istinto immutabile.

FacebookFriendFeedTwitterLinkedInMySpaceTechnorati FavoritesShare

Post correlati:

  1. Le foto di Alberto Gallo
  2. L’innovazione digitale per le famiglie
  3. Italia campione del mondo di calcio
  4. Perché il mondo detesta l’America?
  5. Evviva l’estate!
Categorie:penso troppo Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
*