Saka & the Waiters dal vivo
Saka & the Waiters
Ingrum? – Festa caraibica
Santorso (VI), 26 giugno 2004
Un gruppo raggae che gi? col nome spiega la sua essenza: un tributo a Bob Marley & the Wailers.
Voto (0-10): 8.1/2
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A differenza da tanti gruppi-tributo, qui non c’? troppo prendersi sul serio, e il nome gi? lo dice (tradotto ? “Saka e i camerieri“).
La simpatia di Saka (chitarra e cori) e la presenza scenica di Luca (voce solista) fanno da bel condimento allo spettacolo, ma da soli non basterebbero. La musica c’?, i musicisti pure. Gli arrangiamenti sono fedeli all’originale, pur facendo concessioni per motivi principalmente d’organico, ed il gruppo suona compatto e competente.
Una menzione speciale va a Skop il fonico, che con mezzi poveri ? riuscito a “tirar fuori” un suono decente.
Se vi capita l’occasione di sentirli andate: vi regalerete una bella serata di musica e simpatia!
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)
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Ma se non c’era Ruppierto, i miei padiglioni auricolari tra il pubblico non sarebbe andata forse cosÏ bene! Grazie Ruppierto!
E devo aggiungere le mie considerazioni, anche se da dietro il palco:
Il gruppo Ë interessante: forse perchË non avevo mai sentito fare Reggae con cosÏ grande professionalit‡, con un organico tipico di un gruppo rock, 5 elementi. E’ proprio questa la differenza: un gruppo affiatatissimo di professionisti che si cimentano nel non facile genere Reggae. PerchË, a differenza di quanto si pensi, il Reggae bisogna sentirlo dentro, per suonarlo; l’apparente lentezza del ritmo non Ë frutto solo di un rallentamento del metronomo, ma di precise scelte tecniche che portano a pesare qualsiasi suono come se fosse il suono principale. Quindi l’impegno che lo strumentista riversa nella musica Ë diretta completamente al raggiungimento del suo scopo primario: traslare, con la sua competenza tecnica e l’esperienza, lo spirito di allegria e spensieratezza che l’autore del pezzo vuole trasmettere, senza farne pesare la complicatezza strumentale. SÏ, complicatezza perchË tirar fuori i suoni "giusti" per il Reggae non Ë semplice. Ma Saka, con la decennale esperienza musicale, Ë riuscito ad amalgamare in maniera eccepibile due voci di Luca e Marina gi‡ di persË molto buone, fondendole in una voce unica elevata dalla musica strumentale.
Ultima considerazione sulla parte ritmica, chitarra basso e batteria: anche qui il lavoro di affiatamento personale Ë notevole, in quanto quasi non servono parole tra loro per gli attacchi, per i finali: basta un cenno, un cenno spesso seguito da un sorriso, per capirsi subito.
Bravi.
Meriterebbero, ma questo Ë un lamento oramai troppo diffuso, di pi? spazio, a scapito di altri che difficile non Ë definirli "commerciali della musica".
Nell’ombra, ma c’ero anche io.
Senti Barilla,
ma chi sei? io non ti ho visto… ti conosco forse?
C’ero anch’io..non nell’ombra perÚ!
Bravi i Saka..ma esistono veramente?non ne ho pi? sentito parlare da nessuna parte..come li ritrovo???