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L’importanza della rete

Si parla sempre più di internet, capendoci sempre meno. Come spesso accade, è diventato uno strumento conosciuto dalle masse, e sfruttato dal commercio.

Alla fin dei conti, nulla di male, ma non finisce tutto qui.


Ho fatto acquisti online, consulto regolarmente itinerari stradali nel mio sito preferito, ricerco il numero di telefono della piscina per chiamare e sapere se tengono aperto di domenica. Insomma, la rete mi è utile: e come a me, lo è ad una schiera crescente di cittadini che si rendono conto della comodità e praticità di questo enorme contenitore di informazioni.

Allo stesso tempo, come attorno a tutte le cose che non si capiscono, si è creata paura, e la paura è sfruttata per amplificare l’audience, o manipolare politicamente l’opinione pubblica.

Internet può essere paragonato alla piazza del mercato nei tempi andati: un luogo sì di commercio, ma anche uno in cui ci si incontrava, ci s’informava. E giravano chiacchere, voci e sobillazioni incontrollate. E, come un tempo, tanta gente ci casca.

Il vestito tecnologico della rete, la sua velocità, i suoi colori ed i suoi suoni, rendono immediatamente credibile qualunque cosa vi appaia, anche la più bacata. Vi ricordate la vecchia storia dei bonsai kittens? Una bufala bella e buona, eppure c’è ancora qualcuno che ogni tanto tenta di riesumarla! Insomma, la rete è insostituibile, ma ai due capi del giocattolone cibernetico ci sono pur sempre persone, esseri umani, con opinioni, buona e talvolta cattiva fede.

Tutto questo mi porta a nuove considerazioni. Internet è uno dei mezzi globalizzatori più potenti, anzi, il più potente di tutti. La voce di chiunque può potenzialmente giungere a chiuque altro nel mondo. Questo sta facendo saltare per aria gli schemi della politica, della comunicazione, della cittadinanza.

Non sto affatto scherzando: ormai non si fa più caso al fatto (estremamente significativo) che il terrorismo islamico comunichi col mondo via internet. E’ ironico che le forze conservatrici più retrograde dell’Islam utilizzino un mezzo così moderno (chi scrive deve avere accesso ad un computer, chi legge, pure).

Molti altri esempi vengono dalla Cina e da altri regimi repressivi: sebbene compiano degli sforzi enormi per irregimentare i mezzi elettronici di comunicazione, e reprimere l’uso per scopi “eversivi“, filtrano notizie e voci che un tempo non sarebbero state udite – o perlomeno sarebbero passati anni (e vite umane) prima che in qualche maniera arrivassero al mondo.

Internet è uno strumento meraviglioso di democrazia. Non buttiamolo via banalizzandolo a centro commerciale elettronico. Usiamo il nostro cervello di cittadini del mondo. Ne va della nostra libertà.

Per informarvi:

Al-Jazeera (in inglese)

The Daily Star – Lebanon (in inglese)

Internazionale

Riassunto

… ma per carità, non fermatevi qui!

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Categorie:...e non mi piace Tag:
  1. 8 luglio 2004 a 7:59 | #1

    Indubbiamente il web e la comunicazione digitale in genere é una rivoluzione dei nostri tempi. E’ un mezzo talmente potente che smuove e stimola chiunque possa trarne vantaggio: dal privato che si vuole vantare al bar di aver fatto il sitarello a casa, alla compagnia internazionale che basa su iunternet la propria strategia di marketing….

    Tutto questo movimento ha come scopo "arrivare alle masse", se poi queste masse possono essereinformate, aiutate, manipolate, divertite o quantaltro, é una questione legata all’efficacia della comunicazione. Tutto questo, alla modica cifra di poche decine di euro per attuare una cosa del genere, é pressoché un miracolo considerato che il web é a diffusione mondiale.

    Il lato oscuro della cosa é stato colto ovviamente, e se ne sta subendo le conseguenze già da un bel po’: l’informazione così capillare "deve" essere controllata e questo ha costretto governi e teste di grosse aziende, a operare in merito.

    Filtri, manipolazioni, controlli, spionaggio, eccetera, sono elementi che caratterizzano il lato negativo della cosa.

    Il web é la rappresentanza teorica della libertà internazionale più totale, nel bene e nel male, ma questa libertà, oltre che portare scompensi ed eccessi, é veicolo per situazioni come il già citato canale terroristico. A chi giova tutto ciò?

    Al crescere del substrato di tecnologia e possibilità di comunicare, non corrisponde un adeguato acculturamento e miglioramento della mentalità di chi crea ed usufruisce del mezzo digitale, il progresso é troppo veloce per ognuno di noi e le conseuenze sono che tutta questa marea di informazioni che viaggiano in quantità infinite in tempo zero, crea una saturazione, per non dire "fastidio", tale che non si capisce più come analizzare e capire ogni cosa che viene scritta o mostrata: é necessario che la gente debba imparare a migliorare il proprio senso critico, a filtrare ed interpretare la verità evidente per arrivare alla verità reale o perlomeno che abbia la possibilità, senza sotterfugi, di avere una visioe obiettiva del mondo.

    Ed io penso che siamo ancora molto indietro su questa cosa. Siamo in una sorta di medioevo tecnologico, fatto di castelli di carta e pixel che se riusciamo a entrarci dentro, riusciamo a distruggerli… pensiamo a cosa é stato il medioevo e applichiamo ai giorni nostri il modo di vivere, gestire e governare di allora, molte analogie e similitudini mi perplimono.

    Ogni tanto parlo di queste cose nel mio sito http://www.cinicoweb.com , e non mi é facile farlo per via che "capire" certe situazioni é come giocare a complessi giochi di enigmistica dove, invece di arrivasre ad una e precisa soluzione, qui nel mondo reale, le soluzioni sono molteplici…

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