In un’epoca in cui tutto si misura con il laser, ci sono droni di guerra telecomandati da un altro continente e la tecnologia sta superando ogni nostra immaginazione è rassicurante sapere che certe cose funzionano ancora all’antica. Leggo oggi sull’ANSA:
ROMA – Due detenuti, uno romeno e l’altro albanese ristretti nelle 2/a sezione dell’istituto per rapina, sono evasi stamani dal carcere romano di Regina Coeli. Lo si apprende dalla polizia. I due, probabilmente dopo aver segato le sbarre, si sono calati unendo delle lenzuola.
Le buone vecche tradizioni insomma, le cose come si facevano una volta.
Qualche tempo fa JSK pubblicò un interessante articolo sull’ingresso di Microsoft nel settore automobilistico.
Il concetto è che ogni auto avrà un suo “sistema operativo” centralizzato che gestirà tutte le funzioni elettroniche della vettura centralmente, razionalizzando quindi l’uso di bus, processori, software di bordo. La cosa probabilmente non si realizzerà proprio domani, ma la strada intrappresa porterà sicuramente proprio a quel risultato.
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Una ricettina che ho creato di recente, da leccarsi i baffi!
PASTA PORRO & TONNO
1 porro grosso
1 scatoletta di tonno 125 g
1 pezzettino di zenzero
1 bustina di zafferano
1 pizzico di peperoncino
sale e pepe qb
Prendete un padellone e fate soffriggere il porro tagliato a rondelle in un po’ d’olio, assieme ad un pezzettino di zenzero tagliato a fettine sottili. Se vi gusta il piccante aggiungete un pizzico di peperoncino (non esagerate, il sapore ne risentirebbe altrimenti!).
Nel frattempo avrete messo a scaldare l’acqua della pasta.
Dopo qualche minuto aggiungete il tonno; spezzettatelo per bene nel padellone, mescolando bene con il porro.
Quando buttate la pasta aggiungete lo zafferano (che nel frattempo avrete sciolto in un po’ d’acqua tiepida) al tonno. Lasciare “pipare” per qualche minuto.
Scolate la pasta e mettetela a saltare con il sugo, aggiungendo un filo d’olio buono.
Servire con un prosecco ben fresco!
Pel Natale di quest’anno
niente auguri, c’era Monti
più ci tolgono che danno
e non quadran più i conti…
Ma la breve filastrocca
vuole esser positiva
allegra e non sciocca:
duemiladodici evviva!

Magari qualcuno riarrà sorpreso, ma mi interesso anche di numismatica e di storia. Dopo quasi due anni di lavoro, il 25 dicembre ho finalmente pubblicato online un articolo dedicato ad una serie di monete medievali, detti tornesi, prodotti dai potentati europei creatisi dopo la conquista dell’Impero Bizantino del 1204.
Bella roba, interessante proprio, diranno fra sè e sè molti di voi… avete ragione, se non vi interessa l’argomento! Ma come fate a saperlo se l’articolo non lo leggete?
Insomma, sarà anche una autocelebrazione, ma dopo due anni di lavoro me la posso pure permettere… il link per scaricare l’articolo è questo: Il denaro tornese della Grecia Franca.
Accetterò anche insulti, ma solo per motivi validi.

Ho recentemente scoperto un musicista straordinario: è un clarinettista bulgaro rom di nome Ivo Papazov (o Papasov, a seconda della translitterazione).
Ivo Papazov è un musicista straordinario che mescola la musica tradizionale rom con jazz e altro ancora, condendo tutto con un virtuosismo fuori dal comune. Le registrazioni del suo gruppo Ivo Papazov Wedding Band sono relativamente recenti poiché il regime comunista non apprezzava affatto l’espressione della cultura rom (è stato anche picchiato e imprigionato in un campo di lavoro per il delitto di suonare la sua musica!): quello che esiste però è semplicemente fuori dall’ordinario. Le melodie, i ritmi asimmetrici, il mood jazzistico di molti pezzi hanno fatto scuola come dimostrano gli emuli norvegesi Farmers Market, ma la freschezza ed energia dell’originale rimangono ineguagliati.
Nel 2005 Papazov ha vinto l’Award for World Music della BBC.
Cercatelo ed apprezzatelo… il mio voto (0-10): 10
Tutti quanti abbiamo avuto di che pensare negli ultimi giorni: la manovra “Salva Italia” del governo Monti ha fatto storcere il naso un po’ a tutti. Il motivo è semplice, dobbiamo pagare tutti qualcosa (o molto), ma che il nostro sacrificio salvi veramente l’Italia rimane un dubbio.
La sensazione peggiore l’ho avuta leggendo per la prima volta la lista delle misure prese: la rabbia mi è montata realizzando che non c’era una sola cosa che non si sarebbe potuta fare prima! Insomma, tutto quel tempo perso, tutta l’angoscia dello spread diffusa dai giornalisti, tutto quel casino insomma per partorire una manovra che ci prende semplicemente tutti a mazzate? Mica ci voleva un professore universitario per idearla! Dov’è la genialità finanziaria? Dov’è il buon senso dei tecnici?
La conclusione è amara: non c’è stato un solo politico in Italia che abbia avuto il coraggio di guardare in faccia gli elettori per dire “mi dispiace, sono cose difficili ma necessarie, le faremo tutti insieme per il bene del Paese”.
Questi dannati codardi hanno banchettato fino all’ultimo giorno alla sagra della politica, per poi tirarsi da parte quando si è scoperto che in dispensa stavano per terminare le provviste.
Complimenti a tutti, dal nano buffone al sindacalista senza le palle; dal fascista-trasformista all’ex giudice arruffapopoli.
Mi spiace, non è elegante quel che sto per scrivere, ma mi viene dal profondo delle budella: ma vaffanculo a tutti!

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A distanza di 3 anni dalla mia precedente mappa dei Paesi del mondo visitati, aggiorno la cartina. 8 in più che nel 2008, ma me ne mancano ancora parecchi…

Riporto la schermata dell’ANSA di questa sera. E’ un titolo che aspettavo da anni.
Goodbye Mr. B.
Addenda: il titolo del Corriere della Sera. Graficamente molto illustrativo.


Finora avevo accuratamente evitato di parlare della crisi economica. Oggi non ce la faccio più: nella stessa giornata avvengono due cose:
1. Silvio Berlusconi dice “Mi sembra che in Italia non si avverta una forte crisi. La vita in Italia è la vita di un Paese benestante. I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto”.
2. Lo spread fra Bund tedeschi e BTP italiani raggiunge il nuovo record di 462 punti base.
I casi sono due: o ha ragione Berlusconi, o il mercato non ci crede affatto. Non so voi, ma ho come il sospetto che qualcuno mi stia prendendo per il culo…
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